Trapani, il M5S attacca Tranchida: “Chieda scusa per le parole sui PEI”
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“Caro Giacomo Tranchida, chiedi scusa”. È durissimo il post pubblicato da Francesca Trapani, coordinatrice del Gruppo Territoriale Movimento 5 Stelle Trapani-Erice, dopo le parole del sindaco che aveva parlato di “PEI fasulli” e sollevato dubbi sul lavoro dei GLO e dell’Asp.
La questione nasce dall’applicazione da parte di tutti i comuni del Trapanese aderenti al Distretto socio-sanitario D50 della circolare regionale del 2023, che invitava a evitare sovrapposizioni tra insegnanti di sostegno e Asacom. Nei fatti, le famiglie denunciano tagli alle ore di assistenza anche per bambini autistici o sordi, per i quali la compresenza è indispensabile.
Nel suo post, Trapani scrive: “Lei è Emily, e non è una disgrazia. È solo una bambina che ha bisogno di tutto il supporto possibile per crescere e imparare al meglio. L’idea che due figure adulte, insegnante e Asacom, in compresenza possano sembrare una follia è, in realtà, una necessità per bambini come lei. Ma tu questo non lo sai, perché non conosci i volti e le storie di questi bambini. La vera disgrazia è avere una politica cieca e sorda”.
Il M5S accusa il sindaco di alimentare uno scontro che colpisce i più fragili: “Non è solo una questione di legge, ma di umanità e coraggio. La politica dovrebbe essere un atto di coraggio, non di protezione degli interessi personali. Tu non hai alcun coraggio, stai lasciando soli bambini che hanno diritto ad essere seguiti”.
Dietro queste parole c’è il nodo politico e giuridico: i PEI (Piani Educativi Individualizzati), redatti nei GLO dalle scuole insieme a famiglie, insegnanti e specialisti, sono gli strumenti che stabiliscono in maniera vincolante il fabbisogno di ore di sostegno e assistenza. Per Trapani, il Comune non può rimettere in discussione questi piani, perché così facendo ignora il lavoro delle scuole e calpesta i diritti delle famiglie.
Non è la prima volta che il Movimento 5 Stelle interviene con toni duri sul tema. Già nei giorni scorsi Francesca Trapani aveva messo a confronto la scelta del Comune di Petrosino, che ha ripristinato il servizio Asacom con fondi comunali, con quella di Trapani: “A Petrosino si sono trovate la forza e le risorse per garantire inclusione. A Trapani invece ci si è trincerati dietro una circolare non vincolante, scegliendo di non investire su chi ha più bisogno. Non è un problema di soldi, ma di volontà politica”.
Per i 5 Stelle, dunque, la vicenda Asacom diventa un simbolo: da una parte la possibilità di garantire il diritto allo studio con scelte coraggiose, dall’altra la decisione di nascondersi dietro procedure burocratiche e scaricare il peso sulle famiglie.
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