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19/10/2025 06:00:00

La sanità torna al centro dell’agenda politica

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la nuova Legge di Bilancio 2026, che destina un incremento significativo al Fondo sanitario nazionale, cuore finanziario del Servizio sanitario nazionale (SSN).

Il disegno di legge prevede 2,4 miliardi di euro aggiuntivi per il 2026, che si sommano alle risorse già stanziate con la manovra dello scorso anno. Il risultato è un finanziamento complessivo che raggiunge 142,9 miliardi di euro, con un incremento di oltre 6,3 miliardi rispetto al 2025. Una cifra che il Governo definisce “un piano strutturale di rilancio del sistema sanitario pubblico”.

 

Tre assi strategici: personale, liste d’attesa e prevenzione

La manovra sanitaria si articola su tre direttrici principali: rafforzamento del personale sanitario, abbattimento delle liste d’attesa e potenziamento della prevenzione.

Le nuove risorse consentiranno l’assunzione di oltre 6.000 infermieri e 1.000 medici, insieme a un incremento salariale medio di 1.630 euro annui per il personale del comparto e circa 3.000 euro per i medici. Previsti inoltre fondi per la stabilizzazione dei contratti precari e per migliorare la sicurezza e la qualità dell’assistenza in tutte le regioni.

Sul fronte della prevenzione, il Governo stanzia risorse per rafforzare gli screening oncologici, rendere strutturale la “farmacia dei servizi” e finanziare nuovi programmi di medicina territoriale, con particolare attenzione alla salute mentale e alle cure palliative.

 

Fondi per farmaci, dispositivi e innovazione terapeutica

La Legge di Bilancio prevede inoltre 350 milioni di euro aggiuntivi per i farmaci, con un aumento del tetto di spesa dello 0,25%, volto a sostenere l’introduzione di nuove terapie e farmaci innovativi. Parallelamente vengono destinati 280 milioni ai dispositivi medici, un intervento che mira anche ad alleggerire il contenzioso con le aziende fornitrici e a garantire maggiore stabilità finanziaria al settore.

 

Meloni: “Sulla sanità abbiamo fatto più di quanto promesso”

Durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato la continuità e l’ampliamento degli investimenti nel settore sanitario:

“Da quando ci siamo insediati abbiamo portato il finanziamento della sanità da 126 miliardi del 2022 a 136,5 nel 2025, con un aumento già superiore ai 10 miliardi. Lo scorso anno avevamo previsto per il 2026 un fondo di 140,6 miliardi, ma abbiamo deciso di fare di più, aggiungendo ulteriori 2,4 miliardi.”

Meloni ha poi tracciato la prospettiva di legislatura: “Se manterremo questa traiettoria, a fine mandato le risorse aggiuntive destinate alla sanità ammonteranno a circa 30 miliardi di euro rispetto all’inizio del nostro governo. L’obiettivo è chiaro: rafforzare strutturalmente il Servizio sanitario nazionale e garantire a tutti i cittadini un sistema più equo, moderno e sostenibile.”

 

Verso una sanità “di prossimità”

Il piano, nelle intenzioni dell’Esecutivo, punta a ridurre le disuguaglianze territoriali e a riavvicinare i servizi ai cittadini, favorendo una rete di assistenza più capillare e integrata. Una “sanità di prossimità” che ambisce a coniugare innovazione tecnologica, valorizzazione del personale e sostenibilità economica.

Con questa manovra, la sanità torna dunque a essere pilastro centrale della politica di bilancio, segnale di una strategia che il Governo definisce “di responsabilità e investimento nel futuro del Paese”.

 

Tutte le misure

Risorse. Il progetto di legge di Bilancio 2026 prevede un incremento del finanziamento corrente dello Stato al Servizio sanitario nazionale per l’anno 2026 di 2,4 miliardi di euro, che si aggiunge a quanto già programmato con la legge di Bilancio 2025. Il finanziamento complessivo per il 2026 sarà di 142,9 miliardi di euro, superiore di oltre 6,3 miliardi rispetto al 2025.

Farmaci. Nel solco della revisione della governance della spesa farmaceutica avviata con le precedenti leggi di Bilancio, si prevede una rideterminazione dei tetti della spesa farmaceutica sia per gli acquisti diretti (+0,20%) sia per la spesa convenzionata (+0,05%), per un ammontare complessivo di 350 milioni di euro. L’obiettivo è assorbire l’impatto derivante dall’introduzione di nuovi farmaci sul mercato – spesso più costosi – e dal passaggio di farmaci dal fondo degli innovativi a quello per gli acquisti diretti.

È prevista inoltre la stabilizzazione della “farmacia dei servizi”, dopo la sperimentazione condotta dal 2018 al 2025, per un’offerta di servizi sanitari più vicini al cittadino, per un ammontare di 66 milioni di euro. Sono poi previsti interventi per la revisione del payback, in particolare con l’eliminazione del payback 1,83%.

Dispositivi medici. Si prevede un incremento del tetto di spesa per i dispositivi medici per un ammontare complessivo di 280 milioni di euro, per proseguire il percorso di revisione della governance del settore, adeguando il vincolo di legge al mutato livello dei consumi del SSN e alleggerendo l’onere del contenzioso instauratosi, con beneficio anche per le aziende fornitrici.

Salute mentale e cure palliative. Si prevede un intervento finalizzato al potenziamento dei livelli di assistenza legati alla tutela della salute mentale e al sistema di cure palliative, alla luce dei dati epidemiologici che attestano un aumento del bisogno in ambito psichiatrico e la necessità di garantire una piena copertura delle cure per i pazienti terminali. Stanziati 90 milioni di euro complessivi per interventi mirati.

Adeguamento delle tariffe. Si prevede un finanziamento di 100 milioni per avviare l’adeguamento delle tariffe ambulatoriali, che si aggiunge a quello già approvato con la legge di Bilancio 2025 (1 miliardo di euro) per la revisione delle tariffe di ricovero e riabilitazione.

Aumento dell’offerta per la riduzione delle liste d’attesa. È previsto un incremento del tetto di spesa per l’acquisto di prestazioni sanitarie di specialistica ambulatoriale e di assistenza ospedaliera degli erogatori privati accreditati, per un ammontare complessivo di 246 milioni di euro, al fine di valorizzare il supporto garantito dagli operatori convenzionati e contribuire all’abbattimento delle liste d’attesa.

Personale. È previsto un piano straordinario di assunzioni per il rilancio del Servizio sanitario nazionale. A decorrere dal 2026 sono resi disponibili 450 milioni di euro per l’assunzione di circa 1.000 dirigenti sanitari e oltre 6.000 professionisti (soprattutto infermieri) del ruolo sanitario non dirigente.

Sul fronte retributivo, la manovra interviene sulle indennità di specificità, che saranno incrementate per un totale di 280 milioni di euro annui a partire dal 2026: 85 milioni per i medici (aumento medio lordo di circa 3.000 euro annui), 195 milioni per gli infermieri (aumento medio di 1.630 euro) e 8 milioni per i dirigenti sanitari non medici (incremento medio di circa 490 euro annui).

Cresce anche l’indennità di tutela del malato e per la promozione della salute, che nel 2026 registrerà un aumento complessivo di 58 milioni di euro, con un incremento medio stimato di circa 1.570 euro lordi annui.

Prevenzione sanitaria. È previsto un significativo potenziamento della prevenzione sanitaria, alla quale sono riservate risorse aggiuntive per complessivi 530 milioni di euro. L’obiettivo è rafforzare i programmi di screening (mammella, colon-retto, polmone), sostenere la campagna vaccinale contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) e finanziare interventi per la salute mentale, gli Istituti Zooprofilattici, le cure palliative e l’aggiornamento tariffario delle prestazioni sanitarie.



Sanità | 2026-01-19 20:46:00
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