In Sicilia il PNRR corre a due velocità. Da un lato la Regione, che secondo l’ultimo report nazionale ha speso solo il 32% dei fondi disponibili e ne ha rendicontati appena l’8%. Dall’altro la provincia di Trapani, che invece si colloca tra le più avanti dell’isola per capacità di attuazione e rispetto dei cronoprogrammi, soprattutto nel comparto della rigenerazione urbana.
Il dato emerge dal secondo tavolo tecnico della Cabina di Regia PNRR convocato in Prefettura a Trapani, dove sono stati esaminati i progetti di rigenerazione urbana finanziati dal Ministero dell’Interno e in corso nei comuni di Trapani, Alcamo, Erice, Marsala e Mazara del Vallo.
In tutto 23 interventi, per un valore complessivo di oltre 56 milioni di euro, di cui 47 milioni riguardano proprio la rigenerazione urbana. Il dirigente dei Lavori pubblici del Comune di Trapani, Orazio Amenta, lo spiega con chiarezza:
«Il Comune di Trapani è stato promosso a pieni voti, il migliore della provincia. Tutti i cantieri sono in corso, in ottima evoluzione, e stiamo chiudendo le opere nei tempi previsti».
Secondo i dati illustrati in Prefettura, l’avanzamento medio della spesa nei progetti di rigenerazione urbana è del 21%.
Un valore che, spiega Amenta, non indica ritardi ma rappresenta le somme già liquidate alle imprese e ai professionisti: «Molte opere sono già concluse e collaudate, ma i pagamenti vengono contabilizzati nei trenta giorni successivi, come prevede la procedura. I dati completi saranno aggiornati a inizio novembre».
Il confronto con la Regione è netto: in Sicilia, su una dotazione complessiva di 16 miliardi di euro, i fondi effettivamente spesi ammontano a 5,2 miliardi, mentre le rendicontazioni si fermano a 1,26 miliardi.
Per questo il presidente Renato Schifani ha richiamato i dirigenti generali a «imprimere una netta accelerazione sulla spesa e sulla rendicontazione dei finanziamenti».
A Trapani, invece, i risultati si vedono: iI principali progetti di rigenerazione urbana procedono regolarmente:
il Teatro Pardo, con lavori conclusi e collaudo in corso, sarà tra i primi interventi PNRR chiusi entro il 2025;
il Villino Liberty alla Villa Margherita è in fase finale;
le scuole Don Bosco e via Botteghelle sono già terminate;
la Passeggiata dei Tramonto, la scala del Bastione Sant’Anna saranno completate entro dicembre 2025;
Il campo Coni e la scuola di Fulgatore chiuderanno entro fine anno;
le scuole San Francesco, Leonardo Da Vinci e Marconi saranno operative nella primavera 2026;
a seguire la palestra Pinco, mentre è già attivo il Centro Antiviolenza di via Dalmazia, realizzato in un bene confiscato alla mafia.Amenta ribadisce che «Trapani è perfettamente nei tempi e sopra la media regionale». Il termine ultimo per la chiusura contabile dei progetti PNRR è fissato al 31 dicembre 2026, ma la gran parte delle opere trapanesi sarà completata entro il 2025. Un risultato non scontato, in una Sicilia dove molti dipartimenti regionali devono ancora avviare la spesa.
Nel territorio trapanese, invece, la rigenerazione urbana non è più solo un piano di investimenti, ma un processo che secondo quanto prospettato, entro dicembre 2025 dovrebbe trasformarsi in risultati concreti.