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23/10/2025 13:17:00

Alcamo, giovane investito e colpito da convulsioni: salvato da un infermiere di passaggio

 

Un intervento tempestivo, un gesto di professionalità e sangue freddo che ha fatto la differenza tra la vita e la morte.
È quanto accaduto ieri sera ad Alcamo, in viale Europa, dove un giovane di 21 anni è stato investito da un’auto mentre viaggiava a bordo del suo scooter.

L’impatto è stato violento: il casco si è slacciato e il ragazzo ha battuto la testa sull’asfalto, perdendo conoscenza. In pochi secondi, ha iniziato a contorcersi, colpito da convulsioni probabilmente causate dal trauma cranico.

A salvarlo è stato un infermiere fuori servizio, Giuseppe Asaro, che in quel momento transitava per caso in auto. Lo racconta Partinico Live. 

 

“Era in blocco respiratorio. Se non fossi intervenuto subito, sarebbe potuto morire”

Asaro, in servizio all’Asp di Trapani e con una lunga esperienza nei reparti di rianimazione di diversi ospedali, anche del Palermitano, non ha esitato un istante:

“Ho visto che era in blocco respiratorio – racconta –. Gli ho posizionato la cannula di Guedel, un dispositivo che serve a mantenere libere le vie aeree nei pazienti incoscienti. Dopo pochi minuti è arrivata l’ambulanza e il ragazzo stava già riprendendo conoscenza. Se non si fosse intervenuti tempestivamente, il rischio di morte era molto alto”.

L’infermiere aveva con sé un piccolo kit di emergenza, che porta sempre in auto. La sua prontezza e competenza hanno evitato che il giovane andasse incontro a un arresto cardiocircolatorio.

 

Il ragazzo è fuori pericolo

Il ventunenne è stato trasportato all’ospedale di Alcamo, dove è stato sottoposto a Tac: fortunatamente non sono state riscontrate lesioni cerebrali né altre complicanze. È ora fuori pericolo e sotto osservazione.

Sul posto è intervenuta la Polizia municipale, che ha eseguito i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente.

 

Un episodio che mette in luce, ancora una volta, l’importanza della formazione sanitaria e dell’intervento immediato nei minuti cruciali dopo un trauma. E che mostra come, anche fuori dal turno di lavoro, chi indossa il camice resta sempre, prima di tutto, una persona che sceglie di salvare vite.