Inchiesta Cuffaro, bufera politica in Sicilia
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L’inchiesta della Procura di Palermo che coinvolge l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, il deputato nazionale Saverio Romano, il capogruppo della Democrazia Cristiana all’Ars Carmelo Pace e altri dirigenti pubblici, tra cui il direttore del Consorzio di Bonifica di Trapani Giovanni Tomasino, continua a scuotere la politica siciliana.
Dopo la notizia della richiesta di arresti domiciliari per 18 persone, accusate a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione e turbativa d’asta, arrivano le prime reazioni ufficiali dei partiti e dei movimenti.
M5S: “Colpo durissimo alla credibilità del governo Schifani”
Durissima la presa di posizione del Movimento 5 Stelle, che chiede apertamente la fine dell’attuale governo regionale.
“Le notizie della richiesta di arresto per Cuffaro e Pace, assieme a importanti esponenti della sanità siciliana, rappresentano l'ennesimo, durissimo colpo alla credibilità del governo Schifani — dichiarano il coordinatore regionale del M5S e vicepresidente dell'Ars Nuccio Di Paola, e il capogruppo all’Ars Antonio De Luca, insieme alla deputazione nazionale del Movimento.
“Già messa a dura prova dalle indagini che coinvolgono due suoi assessori, Sammartino e Amata, e il presidente dell'Ars Galvagno, la tenuta politica di Schifani non è più sostenibile. È arrivato il momento di togliere la spina a un esecutivo che ha affossato la sanità e si è distinto solo per le lotte interne nella spartizione delle poltrone”.
“Siamo consapevoli che non si tratta di una sentenza — aggiungono — ma le tante ombre che avvolgono questo governo, ormai delegittimato, scavano un baratro tra i cittadini e le istituzioni”.
La Vardera (Controcorrente): “Schifani cacci la Dc. È il momento di tornare al voto”
Ancora più esplicita la posizione di Ismaele La Vardera, deputato regionale e leader del movimento Controcorrente, che parla di “quadro pericoloso della cosa pubblica” e chiede al governatore di escludere immediatamente la Democrazia Cristiana dalla giunta.
“Davanti a quanto emerso su Cuffaro, Romano e altri esponenti della Dc — dichiara La Vardera —, Schifani non può restare a guardare. Il presidente deve tutelare l’immagine della Sicilia e usare il pugno duro. Non ci può essere spazio per l’attesa di un verdetto: serve una reazione immediata”.
“Lancio un appello a tutta l’opposizione — aggiunge — perché presenti insieme una mozione urgente di sfiducia al governatore. È il momento che questo governo vada a casa. Non possiamo tirarci indietro”.
Palazzo d’Orléans: “Seguiamo con rigore gli sviluppi”
Dal canto suo, la Presidenza della Regione Siciliana ha diffuso una nota ufficiale in serata:
“La Presidenza della Regione segue con la massima attenzione e con il massimo rigore gli sviluppi dell’inchiesta odierna della Procura di Palermo, con riferimento all’Asp di Siracusa, riservandosi di adottare i provvedimenti di competenza all'esito della pronuncia del Gip”.
Una posizione che lascia intendere la volontà del governo regionale di attendere la decisione del giudice sulle richieste di arresto, prima di valutare eventuali azioni politiche o amministrative.
Uno scandalo che scuote la maggioranza
L’inchiesta arriva in un momento di grande tensione per il governo Schifani, già indebolito dai casi giudiziari che hanno toccato membri di spicco della coalizione di centrodestra.
La richiesta di misure cautelari per Cuffaro — leader della Dc, alleata di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia — e per il deputato Pace, rischia di aprire una crisi politica senza precedenti all’interno della maggioranza regionale.
Il governatore, finora silenzioso, si trova ora stretto tra le pressioni dell’opposizione e la necessità di difendere l’immagine istituzionale della Regione, mentre la Procura di Palermo continua le indagini su un presunto sistema di appalti e favori nella sanità e negli enti pubblici.
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