Sicilia, l’inchiesta su Cuffaro scuote la maggioranza: si rompe l’asse tra Dc e Lega
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L’indagine della Procura di Palermo, con la richiesta di arresto per Totò Cuffaro, l’ex presidente della Regione e leader della Democrazia Cristiana, sta già provocando un terremoto politico dentro il governo Schifani.
Nel giro di poche ore, l’inchiesta si è trasformata in una faglia che attraversa il centrodestra siciliano, facendo saltare – di fatto – l’asse tra la Dc e la Lega, finora pilastro dell’equilibrio di maggioranza a Palazzo d’Orléans.
Schifani cauto: “Fiducia nella magistratura”
A differenza di altre crisi, il presidente della Regione Renato Schifani ha scelto la linea della prudenza: nessuna difesa d’ufficio per gli indagati, ma solo una dichiarazione di rito sulla fiducia nella magistratura e sull’attesa che “ognuno possa dimostrare, nelle sedi opportune, la propria estraneità ai fatti contestati”.
Una posizione che vuole segnare distanza politica e istituzionale da Cuffaro, ma anche preservare la tenuta del governo.
La Lega si sfila: “Collaborazione finita”
Ben diversa la reazione del Carroccio, che ha colto l’occasione per prendere le distanze dall’ex governatore e dal suo partito.
I dirigenti leghisti hanno fatto sapere che il progetto di una federazione con la Dc “non è più in discussione”.
Di fatto, il dialogo con Cuffaro è interrotto. Roma non ha gradito il peso crescente che l’ex presidente stava acquisendo in Sicilia, soprattutto dopo l’alleanza elettorale in vista del 2027, che avrebbe garantito alla Dc una decina di candidati nelle liste del Carroccio.
Fratelli d’Italia in ascesa
A beneficiare di questo scossone è Fratelli d’Italia, che già nei sondaggi regionali era dato in crescita e che adesso punta a consolidarsi come nuovo polo d’attrazione del centrodestra.
Il partito di Giorgia Meloni, rafforzato dalla campagna acquisti condotta dalla Dc negli ultimi mesi, appare oggi come il principale punto di riferimento per gli amministratori locali che vogliono prendere le distanze da Cuffaro.
Tensioni nella maggioranza
La rottura tra Lega e Dc arriva in un momento politicamente delicatissimo per Schifani, alla vigilia del voto sulla manovra finanziaria regionale.
Domani è previsto un vertice di maggioranza per discutere gli emendamenti e il calendario dei lavori all’Ars. “Il governo andrà avanti”, ha dichiarato Schifani, ma l’impressione nei corridoi di Palazzo dei Normanni è che il baricentro della coalizione stia rapidamente spostandosi verso Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Il futuro della Dc
Per la Democrazia Cristiana si apre ora una fase di isolamento politico. L’inchiesta – che coinvolge anche dirigenti come Giovanni Tomasino, direttore del Consorzio di Bonifica della Sicilia Occidentale – rischia di indebolire ulteriormente il partito, mentre Cuffaro ribadisce di essere “sereno e fiducioso nella magistratura”.
Ma la fiducia politica, al momento, sembra venuta meno.
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