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06/11/2025 06:00:00

Nell’altra Democrazia Cristiana, il vicepresidente nazionale condannato per corruzione

 E’ di questi giorni la nomina di Giuseppe Vincenzo Riccobono come coordinatore regionale per la Sicilia occidentale della “Democrazia Cristiana – Partito Storico”. Non è il partito di Totò Cuffaro, colpito dall’inchiesta della Procura di Palermo, ma quello che ha come segretario nazionale il prof. Nino Luciani. Riccobono è cognato di Giovanni Lo Sciuto, l’ex deputato regionale di Castelvetrano recentemente condannato a 12 anni (in primo grado) per corruzione nell’inchiesta Artemisia, e avrà  competenze politiche e organizzative per le province di Palermo, Trapani, Agrigento e Caltanissetta. Non è stato mai indagato nel procedimento Artemisia, ma il vice segretario nazionale sì: si tratta di Paolo Genco, numero due dietro a Luciani, come riportato dal sito ufficiale democraziacristianastorica.it, con funzioni di coordinatore regionale per la Sicilia.

Genco, ex presidente dell’ente di formazione professionale Anfe, è stato invece condannato (anche lui in primo grado, insieme a Lo Sciuto) ad 8 anni.

 

Abbiamo parlato di questa sorta di scalata degli uomini di Lo Sciuto ai vertici della Dc Storica, con il segretario politico nazionale del partito, il professor Nino Luciani, che però ci ha dato l’impressione di essere stato informato male sulle vicende giudiziarie del suo vice.

Il dottor Genco è stato assolto con formula piena perché il fatto non sussiste” ci dice in collegamento Zoom.  E dopo ci invia il link che però si riferisce alla presunta maxi truffa nella formazione, dove in effetti Genco è stato pienamente assolto sia in primo grado che in Appello.  La condanna ad 8 anni è invece relativa all’inchiesta Artemisia, con una sentenza emessa lo scorso giugno.

Certo, non si è colpevoli fino al terzo grado di giudizio e la DC, storica o “nuova” che sia, lo sa bene. Rimane però la vecchia questione dell’opportunità, che vorrebbe che un politico inquisito (in questo caso condannato in primo grado) che non ha ancora dimostrato la sua innocenza, nel frattempo si facesse da parte. Anche se la DC (quella rifondata da Cuffaro) ha dimostrato che l’opportunità del ritorno può essere concessa anche a chi ha subito una condanna in via definitiva. L’importante è che abbia pagato il suo debito con la giustizia. E, aggiungiamo noi, che abbia pronto un nutrito gruppo di sostenitori in grado di fornirgli i numeri necessari.

 

Al di là di queste (apparenti?) distorsioni, c’è però l’ambizioso progetto del segretario della DC Storica, il prof. Luciani, di riunire sotto un’unica bandiera le diverse “rifondazioni” della DC. Solo nel 2021, i soggetti politici che vi si ispiravano erano una decina: “Siamo al punto che tutti rivendicano La Democrazia Cristiana – aggiunge Luciani - però io non voglio mandar via nessuno, sono disponibile a fare l’unione, come ha fatto la Germania, con l'unico simbolo dello scudo crociato e andare avanti tutti assieme. E’ una cosa che voglio fare, chiamando tutti i loro avvocati per fare una negoziazione assistita. E sarà possibile solo se la Sicilia lo vorrà”.

Luciani, persona per bene, preparata e in buona fede, ci tiene però a sottolineare di volere una DC pulita, ispirata alla dottrina sociale della Chiesa cattolica. Compito arduo, soprattutto di questi tempi.

 

Egidio Morici