Controcorrente sbarca a Mazara, soliti volti. Opposizione all'attacco di Schifani
Ismaele La Vardera, Controcorrente, accende fari territoriali in tutte le province siciliane. Giovedì pomeriggio è toccato a Mazara del Vallo, dove ad accoglierlo – tra gli altri – c’era Giulia Ferro, che ha lanciato subito un appello: “Le porte saranno spalancate a chi ha passione, capacità e competenza e le vuole mettere al servizio del territorio. Che questo faro che abbiamo acceso a Mazara del Vallo diventi il primo di tanti altri fari, che da qui si accenda una rete di luce in tutta la Sicilia e che questa luce arrivi soprattutto a chi si è arreso, a chi ha perso fiducia e speranza”. A Marsala il punto di riferimento è Baldo Venezia.
La rivoluzione senza novità
La Vardera, lo si riconosca, è molto bravo come politico perché riesce a stanare cose e fatti che sono rimasti per anni in fondo al dimenticatoio. Così conveniva a tutti. Meno il popolo sa e più è facilmente manovrabile, più conosce e meno orientabile è.
Ha lo strumento della comunicazione in mano e per questo è dieci spanne sopra a tutti i suoi colleghi dell’ARS. Un ibrido detonante. La Vardera ha fiutato lo spazio aperto e ci si è infilato. Come anni fa fecero i Cinque Stelle, oggi in caduta libera sui territori.
Ma questa è una novità che riguarda solo La Vardera e nessuno, o quasi, dei soggetti che si stanno unendo al suo percorso politico. Sono quasi tutti riciclati, arrivano da altre sponde politiche. Quella freschezza di cui parla La Vardera non è poi riscontrabile nelle province.
A Mazara Giulia Ferro è stata prima coordinatrice provinciale di Diventerà Bellissima, vicinissima a Nello Musumeci, ed espressione della stessa DB in quota CDA Airgest. Poi ha abbracciato Sud chiama Nord con Cateno De Luca ed è stata candidata alle europee del 2024. Oggi, invece, diventa referente di Controcorrente a Mazara.
A Marsala Baldo Venezia prima è stato in Forza Italia – era il 2015 – poi in Fratelli d’Italia e oggi è accanto a La Vardera.
Controcorrente si pone chiaramente nel campo progressista, quindi campo largo. A sinistra, insomma. E, ad esempio, i due rappresentanti locali provengono dalla destra. Ed è un po’ così in tutti i territori della provincia. E non c’è nulla di male in questo, solo che non lo si può spacciare per rinnovamento.
A proposito di volti noti, a Mazara ad ascoltare La Vardera anche Antonio Parrinello (già candidato all'Ars) e il marsalese Ninny Aiuto.
Qui una replica di La Vardera: Gentile redazione di Tp24,
ringrazio la vostra testata per lo spazio che ci ha dedicato, anzi noi amiamo chi ci critica perché ci permette di spiegare meglio il Nostro progetto. Avete citato Baldo Venezia come nostro riferimento di Marsala storcendo il naso per il suo passato in Fdi. Non cogliendo che è questa la rivoluzione del nostro movimento se uno che è all’interno del partito del governo e che potrebbe avere potere decide di mandare in soffitta la sua esperienza per andare Controcorrente noi abbiamo vinto. Non siamo configurabili negli steccati secondo cui chi ha avuto esperienze negli altri partiti ha la scabbia, piuttosto gli offriamo militanza e possibilità di riscattarsi e di purificarsi sul campo. Sbagliate infatti a dire che è il nostro riferimento noi ad oggi non abbiamo nè coordinatori cittadini nè tantomeno coordinatori provinciali nessuni nei territori rappresenta Controcorrente se non i cittadini stessi. Giulia Ferro e il suo passato con Musumeci? Io la ricordo come compagnia di avventura insieme a Cateno De Luca un avvocato brillante, una mamma che solo nella sua Mazara ha avuto un tributo di voti essendo la più votata nella storia delle Europee. Se già da tempo ha messo in soffitta l’esperienza con Musumeci e vuole spendersi dalla parte giusta della storia io non solo non gliene faccio un colpa per me anzi è un merito. Questo è Controcorrente siamo aperti anche a chi cambia idea e non vogliamo fare come alcuni movimenti che guardavano dall’alto verso il basso chi aveva avuto esperienze pregresse semplicemente perché solo chi non cambia idea è un cretino. Un caro saluto ai vostri lettori e al vostro illustre direttore.
Ismaele La Vardera
Sfiducia al centro del dibattito
La Vardera, insieme ai deputati colleghi di opposizione, porterà in Aula la mozione di sfiducia al governatore regionale Renato Schifani. Per il leader di Controcorrente: “I siciliani capiranno chi sta dalla loro parte e chi invece va contro di loro, e lo capiranno leggendo le firme sulla mozione che deve essere discussa prima della finanziaria. Schifani sarà costretto adesso a venire in aula, e la smetta di prenderci in giro regalandoci il ‘codice parlamentare’ e dicendo implicitamente di imparare le regole. Noi risponderemo portandogli la Costituzione. Facciamo un appello ai deputati della maggioranza: abbiano il coraggio di firmare la mozione e scrivere la storia, staccando la spina a un governo pieno di indagati e rinviati a giudizio”.
Per il capogruppo all’ARS del PD, Michele Catanzaro: “Le opposizioni unite fanno un altro importante passo in avanti: con la mozione di sfiducia vogliamo dire basta a un governo che fa parlare di sé solo per indagini giudiziarie e fallimenti politici. Sappiamo che è una strada in salita perché i numeri non sono dalla nostra parte, ma il presidente Schifani adesso non potrà più fuggire e dovrà finalmente presentarsi in aula per assumersi le sue responsabilità. Il percorso delle opposizioni va avanti nel segno dell’unità: per la prima volta abbiamo presentato anche un pacchetto di emendamenti comuni alla finanziaria”.
Di metodo opaco ha parlato Antonio De Luca, capogruppo del M5S: “Questa non è solo mozione di sfiducia delle opposizioni a Schifani: questa è la mozione di sfiducia di tutti i siciliani onesti, stanchi di vedere la Sicilia governata in maniera opaca o addirittura contro legge; è la mozione di chi non può più vedere i propri figli andare via dalla Sicilia in cerca di lavoro, di chi è stanco di andare lontano da casa per curarsi, di chi non tollera vedere utilizzate le risorse pubbliche per interessi privati o di partito; è la mozione per mandare a casa Schifani e garantire un futuro migliore alla Sicilia. In un documento di poche pagine abbiamo sintetizzato le inefficienze e gli scivoloni più eclatanti del governo: se avessimo dovuto metterli tutti, avremmo dovuto preparare un testo di 100 pagine”.
Sit-in domani
Domani le opposizioni diranno stop al cuffarismo e a Schifani: “Portiamo in piazza la mozione di sfiducia al presidente della Regione che stiamo facendo in Parlamento e cambiamo una volta per tutte la Sicilia. I siciliani dicano basta a questa politica che pensa solo ai propri interessi mentre la Sicilia muore travolta dagli scandali e dall’inefficienza del governo”. L'appuntamento è per domani, 23 novembre, alle 11:30 alla Cala, a Palermo, davanti al murale di Falcone e Borsellino.
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