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12/01/2026 10:50:00

Movida violenta, lo chef Natale Giunta vieta l'ingresso ai maranza al Citysea

Un cartello all’ingresso, un video sui social e un messaggio che fa discutere. Lo chef palermitano Natale Giunta, noto per avere denunciato i suoi estorsori e titolare del locale Citysea, al Molo Trapezoidale di Palermo, lancia una provocazione destinata a dividere: vietare l’ingresso a chi incarna quella che definisce la “cultura di Gomorra”.

 

«Da oggi esce il primo divieto ufficiale di Citysea», afferma Giunta in un video girato davanti al locale, mostrando un cartello con il simbolo di divieto e la sagoma stilizzata di un uomo barbuto. Nel post che accompagna le immagini, lo chef è esplicito: «L’accesso qui è vietato se indossi una tuta lucida imitazione Armani, occhiali Cartier falsificati, una borsa Gucci non autentica e una collana di provenienza incerta, il tutto accompagnato da una barba che richiama il discutibile stile Gomorra».

 

Un messaggio volutamente provocatorio, che Giunta spiega come risposta a un disagio sempre più diffuso tra i gestori dei locali notturni. «Siamo stanchi di persone che escono solo per fare risse – dice – e delle reazioni spropositate quando vengono allontanate. Ogni volta siamo costretti a chiamare le forze dell’ordine. Abbiamo una licenza di pubblica sicurezza e dobbiamo garantire la serenità dei nostri clienti».

 

 

 

Secondo lo chef, i locali palermitani stanno vivendo una vera e propria escalation di violenza nella movida, alimentata anche da modelli televisivi e social che glorificano atteggiamenti aggressivi e un certo immaginario estetico. «Non è una questione di abbigliamento – chiarisce – ma di comportamento e di simboli che spesso accompagnano atteggiamenti violenti».

 

L’appello agli altri gestori: «Vorrei che questo gesto diventasse un messaggio forte, come lo è stato Addio Pizzo. Questi soggetti frequentano la movida non per divertirsi, ma per creare problemi, e alla fine a pagare siamo noi, con sequestri e chiusure dei locali».

Giunta conclude rilanciando: «Isoliamo pregiudicati e violenti di ogni genere. Scoraggiamo la cultura di Gomorra che genera violenza. Diciamolo chiaramente: se sei violento, non ti vogliamo».

Una presa di posizione che accende il dibattito tra libertà d’impresa, sicurezza e rischio di stigmatizzazione, ma che riporta al centro una questione irrisolta: come arginare la violenza nella movida senza lasciare soli i gestori.