La fine di Trapani Shark e di Antonini. Il terremoto che scuote una città
Una sciarpata granata. Lacrime, rabbia, abbracci e insulti. La fine della Trapani Shark, sul campo, è andata in scena così: con un palazzetto pieno di dignità e dolore, e un club estromesso dalla Serie A a stagione in corso. Una vicenda senza precedenti recenti, che ha travolto la squadra simbolo della nuova stagione sportiva trapanese e che lascia una città intera a fare i conti con la grande illusione e la fragorosa caduta di Valerio Antonini, l’imprenditore romano che nel giro di due anni aveva portato Trapani dalla A2 a giocare in Champions League, salvo precipitare in un baratro fatto di sanzioni, penalizzazioni, forfait, denunce e umiliazioni.
GLI ULTIMI SCRICCHIOLII
La coda finale di questa vicenda inizia nel novembre 2025, quando la Procura Federale deferisce la società per una serie di irregolarità nella documentazione relativa all'iscrizione al campionato. Le indagini si concentrano su due dichiarazioni sottoscritte dal presidente Antonini: una del 16 giugno e una del 16 ottobre 2025. Secondo la FIP, la società avrebbe certificato falsamente l’avvenuto pagamento di alcuni rimborsi a ex giocatori della stagione precedente (per somme complessive di 12.000 euro), condotta ritenuta idonea a costituire un "atto di frode sportiva" ai sensi dell’art. 59, lett. b, del Regolamento di Giustizia.
LA REAZIONE DI ANTONINI E DEL CLUB
Immediata e durissima la replica della società, che parla di "ingiustizia sportiva grottesca" e di "processo farsa". Il club denuncia errori procedurali da parte della Procura, violazioni del diritto alla difesa e un atteggiamento discriminatorio nei confronti della società. Il presidente Antonini si dice vittima di un accanimento e accusa la FIP e il suo presidente Petrucci di voler eliminare lui e il suo progetto.
Intanto, la squadra si svuota. Il coach Jasmin Repesa rescinde, lo segue il capitano Alibegovic, altri giocatori chiedono la cessione. A Trapani restano in pochi.
LA PARTITA-FARSA E LA MULTA
Il 9 gennaio 2026 arriva la nuova sentenza del Tribunale Federale: 2 punti di penalizzazione alla Trapani Shark e 2 anni di inibizione per Antonini, motivati proprio con la sussistenza di irregolarità documentali all’atto dell’iscrizione al campionato.
Il 10 gennaio va in scena Trapani–Trento, ultima gara del girone d’andata. È una delle pagine più tristi della storia recente del basket italiano. I granata si presentano in sette, ma tre non sono in grado di giocare: Rossato è indisposto, Sanogo e Pugliatti dichiarano infortunio dopo pochi secondi. In campo restano solo i giovani delle giovanili, tra cui due esordienti. La partita dura 4 minuti e 11 secondi, poi si conclude per inferiorità numerica. Il pubblico applaude i ragazzi, piange e insulta Antonini, assente.
Il giudice sportivo assegna il 20-0 a tavolino e una multa di 250.000 euro, per non aver raggiunto il numero minimo di giocatori professionisti previsti.
LA DECISIONE: TRAPANI SHARK ESCLUSA DAL CAMPIONATO
Il 12 Gennaio, arriva la decisione attesa: Trapani Shark è esclusa dal campionato di Serie A. La motivazione ufficiale è la “mancanza di uguaglianza competitiva”, causata dal comportamento reiterato del club. La FIP sottolinea che quanto accaduto a Trapani rappresenta una violazione dei principi di lealtà sportiva, e che lo schieramento di formazioni volutamente inadeguate per eludere la seconda rinuncia (che comporta la radiazione automatica) è un espediente non tollerabile.
Il verdetto è durissimo:
esclusione immediata dal campionato,
annullamento di tutti i risultati fin qui ottenuti,
sanzione pecuniaria da 600.000 euro,
svincolo di tutti gli atleti,
inibizione per 3 mesi ad Antonini,
facoltà di iscrizione ai soli campionati minori a libera partecipazione.
LE ACCUSE DI ANTONINI
La società pubblica un comunicato fiume, in cui Antonini si dice vittima di un complotto. Parla di una "esecuzione pianificata", accusa la FIP, la Lega, il sindaco Tranchida, i tifosi e perfino ex assessori locali, come Emanuele Barbara, un tempo suo "fidatissimo" riferimento in Giunta.
Sostiene che l'avvio della procedura di revoca della concessione del PalaShark da parte del Comune – in piena semifinale scudetto nel 2025 – abbia fatto saltare contratti e sponsorizzazioni. Sulla vicenda dei crediti d’imposta (poi rivelatisi inesistenti), Antonini parla di truffa subita. E promette battaglia legale: chiederà alla giustizia ordinaria il ripristino delle condizioni per rientrare in Serie A nella prossima stagione.
IL COMMENTO DI FIP E LEGA BASKET
In serata, una nota congiunta FIP–LBA ribadisce che “la pallacanestro italiana non può accettare chi mette a repentaglio la sua credibilità”, e che “ogni attacco alla dignità dello sport verrà contrastato con fermezza”.
TRANCHIDA: "TRAPANI È PARTE LESA"
A chiudere il cerchio è il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida. In un lungo post, parla di "grande amarezza" e dice che la città è parte lesa in questa vicenda. Ammette di essersi fidato inizialmente, ma poi accusa Antonini di “aver seminato vento e raccolto tempesta”. Ricorda che una finestra per salvare il PalaShark c’era stata, ma fu abbandonata. E rilancia: nel nuovo PUG ci sarà spazio per nuovi impianti sportivi a Milo, anche a iniziativa privata, ma nel rispetto della legge.
COSA CAMBIA PER IL CAMPIONATO
Trapani Shark è stata cancellata dal calendario. La Serie A passa da 16 a 15 squadre. I risultati delle partite già disputate vengono annullati, e per la stagione in corso ci sarà una sola retrocessione.
UNA FERITA APERTA
In appena sette mesi, la Trapani Shark è passata dalla semifinale scudetto all’estromissione dal campionato. Una parabola clamorosa e, per molti, dolorosa. Resta da capire cosa accadrà ora sul piano giudiziario, sportivo e politico. E se davvero, come promette Antonini, questa non è la fine.
Ma una cosa è certa: Trapani ha perso molto più di una squadra.
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