Trapani, la fine degli Shark, la grigliata al palazzetto, la convenzione, i rimborsi
La Serie A finisce malamente, con l'esclusione degli Shark dal campionato, e dentro il palazzetto si accende il fuoco. Quello della brace. Nella notte dell’esclusione della Trapani Shark spuntano tre foto: una grigliata all’interno del Palasport, con i cinque giocatori rimasti, uomini dello staff e personale. Al tavolo compare anche Emanuele Barbara, ex assessore allo Sport. In poche ore l’immagine diventa un caso: è lecito? è opportuno? mentre la città perde il basket, migliaia di abbonati chiedono rimborsi e sullo sfondo riaffiora l'inopportuna, con il senno di poi, cittadinanza onoraria concessa a Valerio Antonini.
Barbara taglia corto e nega ogni lettura “da festa”. «Non è un festeggiamento, è una grigliata di saluto, di commiato. Non poteva essere un festeggiamento». E aggiunge: «Le foto le abbiamo caricate noi, quindi niente da nascondere». Il clima, sostiene, era l’opposto di una celebrazione: «L’animo è triste. I ragazzi sono disperati, lo staff devastato e gli amministrativi distrutti. Famiglie che devono spostarsi, figli che devono cambiare scuola a gennaio. Che cosa c’era da festeggiare?».
Il palazzetto sorvegliato e il nodo dei beni
La grigliata arriva mentre il Pala Daidone è già un sorvegliato speciale: è stato chiesto un presidio per il rischio di vandalismi ed effrazioni. E Barbara rilancia il nodo più delicato: cosa è del Comune e cosa è stato comprato dalla società. «Il Comune ha una convenzione con la Trapani Shark, ma quello che è dentro il Pala Shark è stato comprato da un’altra società». E quindi: «Canestri, tabelloni, parquet, panchine, led… sono pagati da SportInvest e, se non vengono riconosciuti come investimento sull’impianto, se li può prendere». Sullo sfondo resta un punto tecnico che pesa: senza una ricognizione completa e documentata, con fatture e quietanze utili a quantificare gli investimenti reali, ogni passaggio diventa terreno di scontro.
Ma la convenzione è ancora valida?
Sul piano amministrativo, viene ribadito un punto chiave: la convenzione è formalmente valida. Così sarebbeperché la squadra, pur esclusa dalla Serie A, non sarebbe giuridicamente scomparsa. Barbara insiste su questo aspetto formale: «Il Comune ad Antonini non ha scritto nulla. Finché non c’è un atto ufficiale, la convenzione resta formalmente valida».
Una tesi che ora gli uffici dovranno valutare, perché la concessione era legata a una specifica attività professionistica, a obblighi precisi e a investimenti dichiarati.
“Traduemesipotrebbe essereradiata”
Ma lo stesso Barbara guarda già oltre: «Tra due mesi la società potrebbe essere radiata, se non pagherà le tasse. La matricola sparirà». Una previsione netta che rende ancora più fragile il quadro e apre interrogativi su tempi, responsabilità e conseguenze. Intanto, come dichiarato, Barbara si sta impegnando per dirigere una cordata di investitori e salvare la pallacanestro trapanese, creando na nuova squadra di basket.
Tranchida: “Venuti meno i meriti, vengono meno le motivazioni”
Nel frattempo, sul piano politico e simbolico, il sindaco Giacomo Tranchida rimarca un passaggio che pesa: la cittadinanza onoraria non può restare appesa a una narrazione che oggi è crollata. «La proposta era legata ai meriti sportivi: nel momento in cui i meriti sportivi vengono meno, vengono meno anche le motivazioni». La frase vale come presa d’atto e come segnale: dopo l’esclusione, anche i riconoscimenti costruiti sull’ascesa sportiva tornano sotto i riflettori.
Abbonamenti, rimborsi e class action
Poi c’è la ferita più concreta: i soldi e il contratto. L’esclusione della Trapani Shark non è solo sport, ma una questione che coinvolge direttamente circa 3.400/3.500 abbonati. La campagna del basket comprendeva 14 partite casalinghe su 15, con l’esclusione della gara contro Milano. Alla data dell’esclusione risultavano 7 partite già disputate in casa, poi annullate, e 7 partite mai godute, dalla sfida con Trieste del 17 gennaio fino a Trapani–Cantù prevista a maggio 2026. Un dato decisivo per individuare la quota non usufruita, anche per chi ha rateizzato tramite Compass. Consumerismo No Profit, con lo sportello +Tutela, sta raccogliendo segnalazioni e valuta azioni di tutela, mentre anche altri studi legali trapanesi si stanno muovendo nella stessa direzione.
E poi Telesud: redazione al buio, liquidazione in arrivo
In una sola notte Trapani si ritrova con una grigliata diventata caso pubblico, una cittadinanza che torna in discussione, migliaia di abbonati pronti alle carte e un pezzo di informazione locale che rischia di spegnersi. Il basket è già finito. Il resto, adesso, comincia davvero.
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