«Se sali da Trapani ti ritrovi le transenne all’improvviso, senza alcun avviso. È un problema serio di sicurezza stradale». Così Vincenzo Maltese, presidente della III Commissione consiliare di Erice, sintetizza quanto sta accadendo in via G. Clemente, lungo una delle arterie obbligate che collegano Trapani alla vetta.
Al centro della vicenda ci sono scavi aperti da settimane, legati a una perdita di acqua potabile sulla condotta dell’acquedotto. Si tratta della linea che alimenta il cisternone di San Giovannello, punto strategico del sistema idrico cittadino, collegato alla condotta della Bresciana che disseta Trapani. Una situazione che, per dinamica e ritardi, richiama da vicino casi già visti nel territorio, come quello lungo l’asse Erice–Mazara, dove dispersioni idriche e cantieri prolungati hanno creato disagi analoghi.
Il problema, però, non è solo idrico. A far scattare l’allarme è stata anche suor Teresa, che opera nella zona e ha segnalato come il maltempo dei giorni scorsi, con raffiche di vento fino a circa 90 chilometri orari, abbia fatto finire a terra le transenne. Senza cartelli di preavviso né lampeggianti notturni, il rischio per chi percorre la strada è diventato concreto.
«Mancano i segnali di lavori in corso posizionati prima degli scavi e mancano le segnalazioni luminose – spiega Maltese – soprattutto di notte gli automobilisti possono trovarsi davanti un ostacolo improvviso, in un tratto in salita e con illuminazione carente». Per questo la III Commissione di Erice ha deciso di diffidare il Comune di Trapani, già destinatario di una precedente richiesta di intervento, chiedendo non solo di ultimare i lavori ma di mettere subito in sicurezza l’area.
Dal Comune di Trapani, il dirigente dei Lavori pubblici Orazio Amenta conferma che il nodo è la perdita idrica. «L’intervento è programmato in settimana – afferma – individuare una perdita su una condotta richiede tempo». Nel frattempo, però, la strada resta un punto critico.