Grande Sicilia respinge le polemiche sull’emendamento "fake" finito al centro del dibattito politico regionale e annuncia battaglia in Aula per difenderne contenuti e risorse. In una nota, i componenti del coordinamento regionale chiariscono la propria posizione, definendo “strumentale” la lettura che in questi giorni è stata data della norma.
Secondo Grande Sicilia, l’emendamento non nasce come una provocazione, ma risponde a esigenze concrete dei territori. «Chi amministra e governa quotidianamente – si legge nella nota – ne comprende immediatamente il contenuto e il valore, perché riguarda strutture di coordinamento, integrazione amministrativa e ambiti territoriali intersettoriali che esistono e funzionano».
Il vero paradosso, per il movimento, non è la norma in sé, ma il modo in cui è stata trattata nel dibattito pubblico. «È stata raccontata come un gioco – sottolineano – mentre si tratta di risorse pubbliche destinate a bisogni reali di territori che vengono amministrati sul serio».
Grande Sicilia rivendica la propria natura di comunità politica composta da amministratori locali e accusa chi critica l’emendamento di non avere esperienza di governo. «Chi non ha mai avuto responsabilità amministrative – affermano – può non riconoscere il valore di ciò che la norma descrive».
Da qui l’annuncio: il gruppo difenderà in Aula la disposizione e i fondi ad essa collegati, ritenuti indispensabili per rafforzare attività di coordinamento già operative ma attualmente sottofinanziate. «Abrogarla ora – conclude la nota – significherebbe trasformare in realtà l’unica cosa che era nata per gioco. E questo sarebbe un errore grave».
Grande Sicilia ribadisce infine il proprio approccio: «Leggere le norme, capirle e usarle per governare. Il resto lo lasciamo alle provocazioni».