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25/01/2026 13:04:00

Mafia, Partanna: annullata la confisca per Rosario Scalia. Indagini sulla sua morte

Accogliendo il ricorso dell’avvocato Gianni Caracci, la seconda sezione della Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio a diversa sezione della Corte d’appello di Palermo, il provvedimento di confisca dei beni per il partannese Rosario Scalia, morto la notte dello scorso Natale nel carcere di Sulmona, all’età di 50 anni, dove stava scontando una condanna a 20 anni per concorso nell’omicidio di Salvatore Lombardo, il 47enne pastore con precedenti penali ucciso con due colpi di fucile, a Partanna, davanti il bar “Smart Cafè”, in via XV Gennaio, il 21 maggio 2009.

 

Secondo l’accusa, Scalia sarebbe stato il basista dei due killer: Nicolò Nicolosi e Attilio Fogazza. Come mandante, invece, è stato condannato l’imprenditore Domenico Scimonelli, considerato uomo d'onore e legato alla rete mafiosa vicina a Matteo Messina Denaro. 

 

In merito alla confisca dei beni di Scalia (immobili, beni aziendali, conti correnti e depositi a risparmio per un valore complessivo stimato in 180 mila euro), la Cassazione ha sostanzialmente condiviso le argomentazioni dell’avvocato Caracci, che ha evidenziato, da un lato, l’impossibilità di procedere per equivalente, contestando il requisito della pericolosità sociale, e dall’altro l’esistenza della prova di fonti di reddito lecite che non consentivano di configurare alcuna differenza. 

 

Intanto, a seguito di una denuncia presentata dai familiari, la procura della repubblica di Sulmona ha avviato un’indagine sulla morte in carcere di Scalia. Il procedimento è per omicidio colposo a carico di ignoti e per giovedì prossimo, 29 gennaio, spiega l’avvocato Caracci, la procura abruzzese ha disposto un “accertamento tecnico irripetibile”, per il quale ha nominato un cardiologo, il dottor Massimo Di Marco, che dovrà procedere all’esame dei tessuti prelevati nel corso dell’autopsia allo scopo di accertare eventuali responsabilità dell’ospedale e del carcere nella gestione clinica conseguente ad un intervento all’anca avvenuto una settimana prima del decesso.