IACP Trapani, il Cda è servito: il centrodestra chiude il cerchio
Con l’insediamento del nuovo Consiglio di amministrazione, lo IACP di Trapani archivia la lunga parentesi commissariale e torna alla gestione ordinaria. Ma più che un semplice ritorno alla normalità amministrativa, la nomina del Cda segna un passaggio politico chiaro: il centrodestra completa la lottizzazione dell’ente che gestisce quasi 8 mila alloggi popolari in provincia.
Il decreto è del 14 gennaio, firmato dal presidente della Regione Renato Schifani su proposta dell’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò. Alla guida torna Vincenzo Scontrino, già presidente tra il 2020 e il 2023. Con lui, come consiglieri, gli avvocati Alessandro Fundarò e Gaetana Pontrelli.
Un ritorno che è anche una conferma
Scontrino non è una novità, ma una riconferma politica.
Nelle dichiarazioni ufficiali il nuovo presidente parla di “diritto all’abitare”, di “presenza sul campo”, di emergenza occupazioni abusive e di social housing.
Occupazioni abusive e scaricabarile istituzionale
Uno dei punti centrali dell’agenda annunciata è quello delle occupazioni abusive: circa mille alloggi su ottomila risultano occupati senza titolo, con appena 200 sanabili secondo la normativa regionale. Un’emergenza sociale enorme, che Scontrino dice di non poter affrontare da solo, chiamando in causa i Comuni, titolari degli sgomberi.
Il caso giudiziario e la linea della difesa
Sul tavolo anche la recente indagine che coinvolge un dipendente dell’ente, sospeso e raggiunto da misura interdittiva. Ne abbiamo parlato su Tp24. Il Cda prende le distanze, ribadisce la fiducia nella magistratura e minimizza l’impatto dell’inchiesta: “solo quattro pratiche”.
Social housing e fondi: promesse già sentite
Nel racconto del nuovo Cda tornano i grandi classici: social housing, recupero dei rioni popolari, manutenzioni, progetti a Trapani, Marsala, Castelvetrano (con un albergo confiscato alla mafia da riconvertire).
Fundarò e la rivendicazione politica
A chiarire definitivamente il quadro politico ci pensa Nicola Catania, sempre attento a presidiare la scena. In un post pubblico sottolinea con orgoglio la nomina di Fundarò, ricordandone l’impegno in Fratelli d’Italia ad Alcamo. Non un dettaglio, ma una rivendicazione: quella nomina è anche un segnale di appartenenza.
Il punto
Lo IACP di Trapani torna ad avere un Cda. Bene. Ma torna anche a essere uno spazio di equilibrio politico, dove le emergenze sociali convivono con le dinamiche di potere. La casa resta un diritto proclamato, mentre la sua gestione continua a essere un terreno sensibile, delicato, e fortemente politicizzato.
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