×
 
 
05/02/2026 15:00:00

Ciclone Harry, tre milioni per danni a imbarcazioni e acquacoltura

La Regione Siciliana stanzia tre milioni di euro per sostenere le imprese ittiche colpite dal ciclone Harry che ha provocato gravi danni lungo le coste dell’Isola. Le risorse sono messe a disposizione attraverso un avviso pubblicato dal Dipartimento della Pesca mediterranea dell’assessorato regionale dell’Agricoltura.

I fondi saranno destinati al risarcimento delle attività che hanno subito danni materiali alle imbarcazioni e alle attrezzature da pesca, oltre alle imprese di acquacoltura colpite negli impianti produttivi. Un intervento mirato a dare ossigeno a un comparto strategico per l’economia siciliana, duramente provato dagli eventi meteorologici estremi.

«Le risorse stanziate – afferma l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino – aiuteranno le imprese ittiche a superare le difficoltà derivanti dal ciclone e a riprendersi il più rapidamente possibile dalle perdite economiche subite». L’obiettivo, sottolinea la Regione, è consentire una rapida ripartenza delle attività e salvaguardare occupazione e filiera produttiva.

                                                                                                                           ****

 

Magni (AVS): «Altro che eventi eccezionali, informativa imbarazzante. Musumeci dovrebbe dimettersi»

«Definire ancora eccezionali eventi che si ripetono da almeno quattro anni è imbarazzante». È durissimo l’intervento del senatore Tino Magni, esponente dell’Alleanza Verdi e Sinistra, che critica l’informativa sul maltempo presentata dal ministro Nello Musumeci.

 

Secondo Magni, i fenomeni estremi che colpiscono periodicamente vaste aree del Paese – dall’Emilia-Romagna alle Marche, dalla Toscana fino alla Calabria e alla Sicilia – non possono più essere considerati episodi straordinari. «Musumeci non aggiunge nulla a quanto già noto – afferma – e conferma un vuoto politico grave, segno di un modo di governare irresponsabile».

Il senatore punta il dito contro l’assenza di una strategia strutturale su clima, dissesto idrogeologico e messa in sicurezza del territorio. «Parlare ancora di eccezionalità significa non voler riconoscere la natura strutturale del problema. Non c’è una spiegazione su quale sia il piano sul clima e sulla prevenzione», prosegue.

Magni richiama in particolare la situazione della Sicilia, dove il 92% del territorio è esposto a rischio idrogeologico. «È un dato noto da decenni – sottolinea – eppure ci si continua a interrogare su cosa sia stato fatto su infrastrutture, strade, ferrovie e prevenzione delle frane». Critiche anche alla scelta di puntare su grandi opere, come il Ponte sullo Stretto, mentre la sicurezza del territorio resta in secondo piano.

 

«Il messaggio che arriva ai cittadini è devastante – conclude –. Di fronte a una fragilità diffusa, la priorità politica del governo Meloni è altrove. Per queste ragioni il ministro Musumeci dovrebbe dimettersi, così come il presidente della Regione Siciliana».