A Paceco esplode la polemica sugli aumenti delle tariffe dei servizi cimiteriali approvati dalla Giunta comunale guidata del sindaco Grammatico. A sollevare il caso sono i consiglieri comunali Michele Ingardia e Salvatore Catalano, che parlano di rincari “pesantissimi” e di un peso economico insostenibile per le famiglie, in particolare in momenti già delicati come quelli legati alla perdita di un proprio caro.
Secondo quanto denunciato da Ingardia, non si tratta di semplici adeguamenti, ma di aumenti che in alcuni casi arrivano a cifre record. Le tumulazioni registrano rincari fino al 140%, inumazioni ed esumazioni fino al 180%, mentre per l’apertura dei loculi l’aumento raggiunge addirittura il 275%. Anche la chiusura dei loculi supera il 200% e molti altri servizi segnano incrementi intorno al 50%. «In pratica – sottolinea il consigliere – i costi sono raddoppiati e in alcuni casi triplicati, su servizi che riguardano momenti estremamente delicati per ogni famiglia».
Ancora più dura la presa di posizione di Salvatore Catalano, che commenta la delibera di Giunta n. 14 del 30 gennaio 2026 con parole amare: «A Paceco non si può neanche più morire». Il provvedimento ha approvato le nuove tariffe per la concessione o il rinnovo dei loculi cimiteriali per una durata di settant’anni, oltre alle tariffe di gestione amministrativa, con aumenti medi del 50% rispetto al passato.
Catalano porta esempi concreti: chi aveva già pagato 2.350 euro per un loculo requisito temporaneamente nelle prime due file, oggi dovrà aggiungere altri 1.195 euro. Ancora più pesante il costo per chi deve procedere a estumulazione, tumulazione, riduzione dei resti e ritumulazione in cassetta: si passa da 497,75 euro a 1.037 euro, con un aumento del 100% rispetto agli anni precedenti.
Entrambi i consiglieri pongono interrogativi politici e amministrativi: era davvero necessario ricorrere a rincari così elevati? Non esistevano soluzioni alternative per evitare di scaricare questi costi sui cittadini? «I cittadini – conclude Ingardia – meritano rispetto, trasparenza e scelte equilibrate».