Il comico Andrea Pucci ha rinunciato alla co-conduzione di Sanremo dopo aver dichiarato: «Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant’altro ancora ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili e inaccettabili». Secondo quanto comunicato dall’attore, la decisione sarebbe legata al fatto di essere considerato di destra e ritenuto omofobo e xenofobo.
La presidente del Consiglio dei ministri ha espresso solidarietà all’umorista, solidarietà che si condivide, peccato però che successivamente abbia querelato il podcaster Daniele Fabbri per diffamazione. Lo stesso ha fatto sua sorella per una vignetta di Natangelo pubblicata su Il Fatto Quotidiano.
Giorgia Meloni ha accusato la sinistra di doppiopesismo; a tal proposito ha imposto una riflessione sul ruolo della satira e sull’ambiguità nel giudicarla. La satira è un genere letterario e comunicativo che critica, con il sarcasmo fino alla caricatura, aspetti o personaggi della vita contemporanea, e il politically correct non è una sua cifra esistenziale. Pertanto, nel suo esercizio assolve pienamente alla sua funzione. La satira lo ha fatto in modo magistrale in un video che circola in rete e che parla di Silvio Berlusconi, al quale vengono chieste scuse per le critiche al suo operato politico, mettendolo a confronto con la destra oggi al governo e motivandone le ragioni.
Il Caimano è stato aggredito per la sua coalizione di destra, ma la sua, «rispetto a quella di oggi, è la comunità di Sant’Egidio». È stato criticato per le sue frequentazioni con lo stalliere e con Dell’Utri, ma la destra di oggi è amica di Trump, Epstein e Freddy Krueger: «Tu eri un angioletto al confronto».
È stato biasimato perché faceva festini con le donne: «Questi fanno i festini con i ragazzini, li invitano a cena e la cena sono i ragazzini». «Tu al massimo hai difeso Gheddafi, questi Netanyahu. Tu al massimo hai fatto uscire Ruby dalla questura, questi un torturatore libico dall’Italia, rimandato a casa con un volo di Stato».
«Sulle barzellette le tue facevano ridere, le loro sulle accise, Lollobrigida con l’acqua che fa male, che i poveri mangiano meglio dei ricchi. Questi, altro che “Sai l’ultima?”, neanche alla Corrida li prendono». «Tu volevi diventare Presidente della Repubblica di un pezzo di terra nel mondo. Questi volevano dare il Nobel per la pace a Trump, che è un pezzo di beep». «Ti sei sistemato gli affari tuoi, conflitto d’interessi. Questi vogliono riscrivere la Costituzione, la giustizia e la libertà di espressione».
«Silvio, scusami, ma quando torni???». La satira è bipartisan, appartiene a tutti, non va censurata: è un patrimonio culturale.
Vittorio Alfieri