Il Carnevale di Sciacca slitta per maltempo. La Chiesa: "Si rispetti la Quaresima"
Il Carnevale di Sciacca 2026 è stato rinviato di una settimana a causa del maltempo. Le previsioni meteo fortemente avverse, che non consentono il montaggio dei carri allegorici e lo svolgimento delle attività in totale sicurezza, hanno spinto gli organizzatori a posticipare la manifestazione.
Con una comunicazione ufficiale, è stato reso noto il nuovo calendario: si sfilerà venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 febbraio, e ancora sabato 28 febbraio e domenica 1° marzo. Confermato anche il programma degli ospiti: Fabio Rovazzi si esibirà venerdì 20 febbraio, Me Contro Te domenica 22 febbraio, mentre Daisy Dot salirà sul palco domenica 1° marzo.
Per quanto riguarda i biglietti, quelli acquistati per sabato 14 febbraio saranno validi per sabato 21 febbraio; i ticket di domenica 15 febbraio (con lo spettacolo di Me Contro Te) resteranno validi per domenica 22 febbraio. Gli abbonamenti rimangono validi per tutte le date. In alternativa, è possibile richiedere il rimborso entro venerdì 13 febbraio tramite il circuito di acquisto.
Fin qui l’organizzazione. Ma il rinvio ha riacceso una polemica che in città covava da giorni: lo svolgimento del Carnevale in piena Quaresima.
Proprio nelle scorse ore la Chiesa di Sciacca, raccogliendo le riflessioni e le perplessità di molti fedeli, ha lanciato un appello chiaro: “Il Carnevale si fermi al Martedì Grasso”. In una nota dai toni rispettosi ma fermi, i parroci hanno ringraziato carristi, artisti e giovani per l’impegno e il valore culturale della manifestazione, simbolo identitario della città. Ma hanno chiesto che si torni a rispettare il calendario liturgico.
“Il Carnevale è festa che precede la Quaresima, non può sovrapporsi al tempo del raccoglimento”, scrivono. La richiesta è di programmare le future edizioni in modo che si concludano con il Martedì Grasso, lasciando alla Quaresima il suo significato di conversione, sobrietà e preparazione alla Pasqua.
“Non si tratta di opporre fede e vita civile – si legge ancora – ma di riconoscere che c’è un tempo per danzare e un tempo per riflettere”. I parroci parlano di “laicità autentica”, capace di rispettare anche la dimensione religiosa condivisa da larga parte della popolazione, e affidano il loro appello al dialogo tra istituzioni, organizzatori e cittadini.
Il rinvio per maltempo, dunque, oltre a riorganizzare date e spettacoli, riapre un tema antico a Sciacca: il confine tra tradizione popolare e calendario religioso. E il dibattito, ora, è destinato ad accendersi.
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