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11/02/2026 06:00:00

Marsala, naufraga la candidatura Fici: ora tutti gli scenari sono aperti

Non è un colpo di scena il ritiro di Nicola Fici dalla corsa a sindaco di Marsala. Alle spalle ci sono settimane di fibrillazioni, mesi di incontri, ufficializzazioni rinviate e una coalizione che, di fatto, non è mai riuscita a trovare la quadra.

Il fine settimana appena trascorso è stato particolarmente travagliato, non solo dal punto di vista politico ma anche umano. I consiglieri comunali erano stremati, sospesi nell’incertezza su come e con chi affrontare la campagna elettorale.

 

Lunedì si sono susseguite una serie di riunioni tra Nicola Fici, Stefano Pellegrino e Massimo Grillo. A seguire si è riunito il tavolo provinciale: una candidatura, quella di Fici, fortemente spinta proprio dalle segreterie provinciali.

In campo c’erano Maurizio Miceli per Fratelli d’Italia, Toni Scilla per Forza Italia, Eleonora Lo Curto per la Lega, Salvatore Montemario per Grande Sicilia, Maria Pia Castiglione per Noi Moderati. A questi si aggiungevano il movimento civico di Paolo Ruggieri, ProgettiAmo Marsala, Arcobaleno di Sebastiano Grasso e una serie di consiglieri comunali che hanno cercato di restare accanto a Fici fino all’ultimo.

 

Le parole di Fici: “Non ci sono più le condizioni”

Nicola Fici ha provato fino alla fine a tenere insieme le diverse anime del centrodestra. Ha aperto a Enzo Sturiano e a Stefano Pellegrino, arrivando a consumare uno strappo con alcuni consiglieri e con alcuni partiti. Nonostante tutto, l’idea era quella di andare avanti comunque: i mesi trascorsi erano ormai troppi e trovare un nuovo candidato sindaco, a questo punto, appariva quasi impossibile.

Ma le pressioni si sono fatte insostenibili. Fici ha fatto l’unica cosa che forse andava fatta già settimane prima, quando il suo nome era diventato terreno di gioco per equilibri e strategie altrui. Il tavolo è saltato. Per qualcuno era l’obiettivo. E l’obiettivo è stato centrato.

L’attuale consigliere comunale affida a un comunicato sobrio, ma carico di responsabilità, la decisione di ritirare la propria disponibilità:

«Dopo una profonda riflessione, ho deciso di ritirare la mia disponibilità alla candidatura a sindaco. Le continue fibrillazioni che hanno accompagnato questo percorso – personali, politiche e sociali – rendono oggi difficile portare avanti un progetto che avrebbe bisogno di serenità, ascolto e coesione per poter essere davvero utile alla comunità».

Segue un appello all’unità che apre più di una lettura politica:

«Spero che questa scelta di responsabilità possa essere un segno concreto di impegno per l’unità, aiutando a superare i personalismi e a costruire insieme un cammino condiviso. La politica, soprattutto a livello locale, dovrebbe essere uno spazio di costruzione e non di logoramento. Essere giusti non significa urlare più forte, ma agire con coscienza. Non significa dividere, ma tenere insieme».

Parole che suonano come uno smarcamento netto rispetto a quanto fatto finora dai partiti. Fici rivendica un metodo e rilancia: «Non significa distruggere, ma migliorare ciò che esiste».

 

Gli scenari aperti

Ora gli scenari restano tutti aperti. Potrebbe esserci un colpo di scena con una convergenza su Massimo Grillo, che resta in campo. L’ipotesi Enzo Sturiano, invece, rimane per ora solo sulla carta: a meno di due mesi dalle elezioni, con assessori ancora in giunta, rifarsi un profilo politico e proporsi come reale alternativa appare estremamente complesso.

Fici, intanto, non chiude del tutto la porta:

«Continuerò a credere e a lavorare, in altre forme, affinché la politica torni a essere uno strumento di servizio, non un campo di battaglia».

Un messaggio chiaro: la politica come servizio. Ma le logiche che hanno prevalso sono apparse ancorate a interessi e prospettive esterne. I cittadini, intanto, non hanno compreso i tentennamenti, i rinvii, né un progetto che non è mai diventato davvero leggibile. Si consuma così la fine di quello che poteva essere un tentativo di rinnovamento della classe dirigente.

 

La posizione dei partiti

Ne escono sconfitti tutti. Il cambio di rotta viene raccontato come inatteso, eppure i segnali c’erano. Fici ribadiva di voler essere candidato, poi l’abbraccio con Pellegrino e Sturiano, infine il precipitare degli eventi.

Le segreterie che avevano escluso l’ipotesi di Eleonora Lo Curto candidata sindaca si trovano ora a fare i conti con uno scenario completamente nuovo e tutto da ricostruire. I partiti appaiono depotenziati, incapaci di intercettare per tempo i malumori interni, nonostante fossero evidenti. Le spaccature, spesso interne agli stessi schieramenti, hanno restituito un quadro ancora più fragile.

 

Chi resta in campo

Al momento i nomi certi sono tre: Massimo Grillo, Andreana Patti e Leonardo Curatolo.

In queste ore circola anche il nome di Salvatore Ombra, indicato come possibile figura capace di ricomporre ciò che resta di un centrodestra imploso.

Si riparte, dunque, da capo. Ma il tempo non c’è più. È iniziato il conto alla rovescia.