Schlein a Palermo per il No al referendum: “Il governo vuole controllare i giudici”
Non è stata una visita di cortesia. È stata una tappa politica precisa, con un messaggio altrettanto preciso.
Elly Schlein è arrivata a Palermo per sostenere il No al referendum sulla riforma della giustizia, intrecciando la campagna referendaria con un’altra parola chiave: Sud.
Lo fa parlando di “nuova questione meridionale” e accusando il governo Meloni di voler “mettere sotto controllo altri poteri”, a partire dalla magistratura .
Dal ciclone Harry alla riforma della giustizia
La leader del Partito Democratico ha unito due temi: l’emergenza legata al ciclone che ha colpito la Sicilia occidentale e la riforma della giustizia.
Secondo Schlein, il centrodestra avrebbe “riaperto la questione meridionale” con ritardi e tagli . Pochi fondi, tempi lunghi, risposte giudicate insufficienti.
“Il governo vuole mani libere”
Nell’intervista rilasciata a La Stampa, la segretaria dem è ancora più netta: “Il governo vuole controllare i giudici. Un No per difendere la Costituzione” .
La riforma, secondo Schlein, servirebbe a “chi sta al potere e vuole avere la giustizia al suo servizio” .
Il punto centrale è l’autonomia della magistratura. Per la leader del Pd, separazione delle carriere e modifiche al Csm rischierebbero di alterare gli equilibri costituzionali.
Accuse alla premier: “È lei che politicizza”
Schlein respinge l’accusa di politicizzare il voto referendario e rilancia contro la presidente del Consiglio.
“Non siamo noi a fare polemiche”, sostiene. A suo dire sarebbe Giorgia Meloni ad attaccare quotidianamente i giudici e a scaricare su di loro i fallimenti politici .
Il confronto è diretto. E il tono è da campagna elettorale.
La campagna per il No parte dal Sud
Palermo è una delle tappe di un tour che punta molto sulle regioni meridionali.
Per Schlein l’attenzione verso le aree colpite dal maltempo sarebbe anche “correlata al colore politico delle regioni” .
Un’accusa pesante, che inserisce la battaglia referendaria dentro uno scontro più ampio tra governo e opposizione.
Un referendum che diventa terreno di scontro politico
Il referendum sulla giustizia nasce come voto tecnico su una riforma istituzionale.
Ma la partita, almeno sul piano politico, è già diventata altro.
Da una parte la maggioranza che difende la riforma come intervento necessario. Dall’altra il Pd che la presenta come una sfida sulla tenuta della Costituzione.
A Palermo il confronto è entrato nel vivo. E il Sud, ancora una volta, torna al centro del dibattito nazionale.
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