Continua a far discutere al liceo classico Fardella – Ximenes di Trapani il caso del professore di latino sospeso per il linguaggio utilizzato durante alcune lezioni.
La vicenda, raccontata da Tp24, nelle ultime ore si è arricchita di nuovi interventi: alla protesta dei genitori si sono aggiunte le parole di una studentessa e la lettera al nostro giornale di un docente dell’istituto. Segno di una comunità scolastica che appare divisa su come leggere e affrontare la situazione.
Il nodo resta lo stesso: il rientro in servizio del docente dopo la sospensione disciplinare, previsto alla scadenza del provvedimento.
Il caso: frasi in classe e protesta dei genitori
Il protagonista della vicenda è P.F., insegnante di latino quarantenne originario di Alcamo.
Secondo quanto ricostruito nei mesi scorsi dai genitori di una quinta del liceo, durante alcune lezioni il docente avrebbe utilizzato un linguaggio ritenuto non consono all’ambiente scolastico, con racconti personali e frasi a doppio senso.
Tra gli episodi contestati c’è anche il racconto di un’esperienza personale della sua giovinezza: il professore avrebbe riferito in classe che a diciotto anni il padre lo portò dalle prostitute, descrivendo l’episodio nei dettagli. Racconti e battute che – secondo le famiglie – avrebbero creato imbarazzo tra gli studenti.
Il caso sarebbe esploso quando uno studente, coinvolto in una discussione in aula e già provato da mesi di tensione, ha avuto un crollo emotivo durante la lezione, dicendo poi ai genitori di non voler più tornare a scuola.
Da qui la decisione delle famiglie di agire formalmente.
Le 46 firme e la richiesta alla scuola
I genitori hanno presentato un’istanza firmata da 46 persone, indirizzata alla dirigenza scolastica e all’Ufficio scolastico provinciale.
La richiesta è chiara: tutelare gli studenti e garantire continuità didattica in vista della maturità.
Per questo chiedono che il docente non venga riassegnato alla stessa quinta, anche nel caso in cui la sospensione disciplinare dovesse terminare.
Il provvedimento disciplinare
La scuola è intervenuta con un procedimento disciplinare.
Il docente è stato allontanato dalla classe il 15 novembre 2025 e successivamente sospeso dal servizio dal 7 gennaio al 7 marzo 2026.
Dall’8 gennaio è stata nominata una docente incaricata per proseguire le lezioni di latino.
Secondo i genitori, con il cambio di insegnante il clima in classe sarebbe migliorato e il programma sarebbe stato recuperato.
Ora però la sospensione è in scadenza e si pone il tema del rientro.
La voce degli studenti: “No al sensazionalismo”
Sulla vicenda è intervenuta anche una studentessa del liceo, che ha chiesto di restare anonima e ha inviato una lettera alla redazione.
La ragazza precisa subito di non voler giustificare comportamenti sbagliati, ma contesta il modo in cui la storia è stata raccontata.
Secondo la studentessa, l’articolo avrebbe dato una versione “esagerata e decontestualizzata” dei fatti, citando frasi che – a suo dire – finirebbero per alimentare uno scandalo mediatico.
Il professore, scrive, avrebbe sempre avuto un carattere esuberante e uno stile comunicativo particolare, che in alcuni casi non è stato compreso o è stato interpretato nel modo peggiore.
La studentessa sostiene inoltre che i provvedimenti disciplinari siano già stati presi nelle sedi competenti e che l’esposizione pubblica della vicenda rischi di danneggiare non solo il docente ma anche la reputazione della scuola.
La lettera di un docente: “Il rientro è un atto dovuto”
Alla redazione è arrivata anche una lunga lettera firmata da Mauro Giuffrè, docente di materie classiche dello stesso istituto, che interviene per offrire un’altra lettura della vicenda.
Giuffrè precisa di parlare a titolo personale, non avendo ruoli istituzionali nella gestione del caso, ma spiega che il suo intervento nasce dall’amarezza di vedere il nome del Fardella – Ximenes associato a una vicenda negativa, lontana dall’immagine culturale e formativa che la scuola ha costruito negli anni.
Il docente osserva inoltre che le firme dei genitori, pur numerose, non rappresentano l’intera comunità scolastica e invita a considerare che gli studenti coinvolti sono più numerosi dei firmatari dell’istanza.
Nel suo intervento contesta anche l’idea che ci sia stato un lungo vuoto didattico: secondo lui la sostituzione dell’insegnante sarebbe avvenuta rapidamente, il che dimostrerebbe l’attivazione tempestiva dell’istituto per garantire le lezioni.
Ma il punto più netto riguarda il rientro del docente.
Per Giuffrè non si tratta di una possibilità ma di un passaggio inevitabile: una volta conclusa la sospensione disciplinare, il ritorno in servizio sarebbe un atto dovuto.
Il docente aggiunge anche una riflessione sul piano didattico: la preparazione alla prova di latino dell’esame di Stato – sostiene – va valutata nel contesto dell’intero percorso di studi, che comprende centinaia di ore di insegnamento nel quinquennio.
Alla lettera, infine, si associano anche altri docenti del Dipartimento di Materie Classiche dell’istituto.
Una comunità scolastica divisa
La vicenda, dunque, continua a dividere il liceo trapanese.
Da una parte ci sono i genitori che chiedono di non far tornare il docente nella stessa classe per evitare nuove tensioni in un anno decisivo come quello della maturità.
Dall’altra emergono voci di studenti e docenti che invitano a non trasformare la vicenda in un caso mediatico e a rispettare il percorso disciplinare già concluso.
La decisione finale sulla gestione del rientro spetterà alla dirigenza scolastica.
Nel frattempo, nei corridoi del Fardella – Ximenes, il dibattito continua. E racconta una realtà complessa, dove la scuola si trova ancora una volta al centro di un equilibrio delicato tra responsabilità educativa, tutela degli studenti e diritti dei docenti.