Caos a Trapani: Mazzeo rompe, il Consiglio verso una seduta infuocata
Il consiglio comunale di Trapani che si riunirà stasera a Palazzo Cavarretta si preannuncia come una tempesta da mare forza 9.
Negli ultimi giorni la scena politica trapanese è stata attraversata da un’escalation di tensione che ha progressivamente trasformato un confronto amministrativo in uno scontro politico e personale sempre più acceso. Una escalation che, in realtà, nasce dallo strappo del presidente del consiglio di Trapani, Alberto Mazzeo, che insieme al gruppo “Trapani Tua” - riferimento dell’assessore regionale Mimmo Turano - di fatto si schiera con l’opposizione, allargandone le fila.
L’antefatto preciso di questa crisi ultima è nella conferenza stampa del 10 aprile convocata dal sindaco Giacomo Tranchida a Palazzo d’Alì.
Un appuntamento che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto chiarire aspetti tecnici legati al progetto del BRT (Bus Rapid Transit) e ai fondi del PNRR, ma che si è rapidamente trasformato in una vera e propria resa dei conti politica.
In quell’occasione il sindaco ha utilizzato toni durissimi, arrivando a definire alcuni esponenti critici, tra cui il presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo, come “novelli Giuda”, accusandoli di aver prima condiviso e votato gli atti amministrativi legati al progetto e poi di averli rinnegati per convenienza politica.
Tranchida ha ricostruito pubblicamente il percorso del BRT, sottolineando come fosse stato approvato più volte in sede istituzionale anche con il contributo degli stessi soggetti che oggi lo contestano, e ha parlato apertamente di disinformazione e mistificazione. Da quel momento, il confronto ha smesso di essere solo tecnico, diventando apertamente politico e personale.
Da qui ha preso avvio un duro botta e risposta che si consuma sempre più frequentemente sui social. Il sindaco insiste sull’incoerenza politica di Mazzeo, mentre quest’ultimo respinge le accuse, denunciando un clima avvelenato e attacchi personali che travalicano il confronto istituzionale.
Il livello dello scontro si alza ulteriormente nei giorni successivi. Mazzeo accusa l’amministrazione di inefficienza, ritardi nei bilanci e gestione confusa delle opere pubbliche, arrivando a dichiararsi pronto a sostenere una mozione di sfiducia.
Tranchida, dal canto suo, rilancia con accuse ancora più pesanti, evocando possibili pressioni esterne e ipotizzando persino risvolti giudiziari, mentre nello scontro entra anche il nome dell’imprenditore Valerio Antonini, indicato come figura attiva nel tentativo di ricompattare un fronte alternativo.
In questo clima già fortemente deteriorato interviene anche il Partito Democratico, che si schiera a sostegno del sindaco e richiama Mazzeo a una scelta netta: restare nella maggioranza assumendone pienamente le responsabilità oppure compiere atti politici conseguenti, come dimissioni o sfiducia. Il partito sottolinea infatti come il cambio di posizione del presidente del Consiglio sia difficilmente conciliabile con il percorso amministrativo condiviso fino a poco tempo prima e come l’ambiguità rischi di paralizzare l’azione di governo in una fase delicata per la città.
Il risultato è una frattura ormai conclamata ai vertici istituzionali, in cui il nodo politico si intreccia con quello amministrativo e con dinamiche personali sempre più esasperate. Al centro resta la posizione di Mazzeo, vero ago della bilancia degli equilibri consiliari, mentre sullo sfondo pesano anche altre questioni aperte, come le possibili decadenze di alcuni consiglieri, l’approvazione del bilancio e la tanto sbandierata mozione di sfiducia.
È in questo contesto che si arriva al consiglio comunale di stasera, già anticipato sui social come teatro di un confronto particolarmente duro. Il rischio concreto è che le tensioni accumulate esplodano in aula, trasformando il dibattito politico in uno scontro frontale.
L’auspicio, tuttavia, è che proprio la sede istituzionale consiliare riesca a riportare il confronto entro binari più appropriati: toni anche aspri, ma rispettosi dei ruoli e della dignità delle istituzioni, affinché il dibattito torni a concentrarsi sulle scelte per la città e non sulle contrapposizioni personali.
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