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12/05/2026 14:55:00

Sul dossier MaB si allarga il fronte del confronto

Il dossier sulla candidatura delle Saline di Sicilia a Riserva della Biosfera MaB Unesco continua ad allargarsi. E insieme al fronte delle contestazioni cresce anche quello delle richieste di coinvolgimento.

Nelle ultime ore sono arrivate nuove prese di posizione che segnano un passaggio importante: il dibattito non riguarda più soltanto operatori portuali e produttori di sale, ma investe ormai istituzioni, professioni e rappresentanze del territorio.

Il tema, ormai, non è più soltanto il merito della candidatura. È il metodo.

 

Quinci: “Le critiche sono reali, non rivendicazioni di retroguardia”

A prendere posizione è stato anche il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, che fa parte del Comitato promotore della candidatura .

La sua è una dichiarazione significativa perché rompe, almeno nei toni, con l’idea di uno scontro tra ambientalisti e oppositori del progetto.

“Le preoccupazioni del tessuto imprenditoriale legato alle attività portuali e alla produzione del sale – scrive Quinci – non possono soltanto essere rispettate. Vanno valutate”.

E aggiunge un passaggio politicamente pesante: le critiche sollevate dagli operatori “sono costruite con un impianto logico e tecnico” e “non sono rivendicazioni di retroguardia” .

Per il presidente del Libero Consorzio il Comitato promotore deve “ridefinire la sua strategia” e rendere la candidatura “patrimonio di tutti gli attori sociali, economici e istituzionali”.

Una presa di posizione che certifica come il problema del coinvolgimento non possa più essere liquidato come una polemica marginale.

 

Gli avvocati: “Non si può tutelare l’ambiente contro un’economia già fragile”

Sul caso interviene anche il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Trapani, che chiede formalmente di partecipare ai tavoli sul dossier MaB.

Nella nota firmata dal presidente Salvatore Longo, l’Avvocatura definisce la candidatura “un obiettivo prestigioso”, ma sottolinea la necessità di coinvolgere in maniera “effettiva e consapevole” gli attori istituzionali del territorio.

Il passaggio centrale riguarda il porto.

“Trapani ha costruito le proprie fortune sul porto quale naturale snodo di traffici commerciali e turistici”, scrive l’Ordine degli Avvocati, aggiungendo che “non può esserci una tutela dell’ecosostenibilità dell’ambiente che vada in contrasto con la tutela di un’economia già abbastanza debole di suo” .

Anche qui, dunque, emerge la richiesta di un equilibrio tra tutela ambientale e sostenibilità economica.

 

Le professioni tecniche: “Mancato ascolto preventivo del territorio”

A intervenire è poi il Tavolo delle Professioni Tecniche della provincia di Trapani, che richiama direttamente le Linee Guida nazionali del programma MaB.

Architetti, ingegneri e professionisti contestano soprattutto il metodo seguito finora, parlando di “mancato ascolto preventivo e sostanziale dei soggetti che operano e vivono quotidianamente il contesto interessato”.

La nota richiama anche il recente documento del Ministero dell’Ambiente, che aveva definito la partecipazione degli stakeholder un “presupposto essenziale” della candidatura.

Secondo il Tavolo delle Professioni Tecniche, il mancato coinvolgimento rischia di compromettere non solo la qualità del dossier, ma la sua stessa sostenibilità nel medio-lungo periodo.

Da qui la richiesta di una gestione “inclusiva e condivisa”, con accesso ai documenti tecnici e ai capitoli del dossier prima della trasmissione ufficiale.

 

Il dossier cambia natura

Il dato politico è evidente.

Nel giro di poche settimane il confronto sul MaB è uscito dai confini del dibattito ambientalista per trasformarsi in una questione territoriale più ampia.

Non c’è una contrapposizione frontale alla candidatura. Anzi: quasi tutte le prese di posizione ribadiscono il valore potenziale del riconoscimento Unesco.

Ma cresce la convinzione che il percorso non possa andare avanti senza un coinvolgimento reale delle componenti economiche, produttive e professionali del territorio.

Ed è qui che il dossier sembra trovarsi oggi in una fase di stallo.

Da una parte il Comitato promotore e il WWF difendono un progetto considerato strategico per il futuro delle saline. Dall’altra aumentano i soggetti che chiedono trasparenza, confronto e condivisione.

Il rischio, ormai esplicitato anche da esponenti delle stesse istituzioni coinvolte, è che un progetto nato per unire finisca invece per dividere il territorio.

 



Ambiente | 2026-05-12 14:55:00
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Sul dossier MaB si allarga il fronte del confronto

Il dossier sulla candidatura delle Saline di Sicilia a Riserva della Biosfera MaB Unesco continua ad allargarsi. E insieme al fronte delle contestazioni cresce anche quello delle richieste di coinvolgimento.Nelle ultime ore sono arrivate nuove prese...