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12/06/2026 06:00:00

Trapani, il bilancio di Tranchida/4... le reazioni dell'opposizione

Dopo i precedenti approfondimenti dedicati a opere pubbliche, welfare, istruzione, turismo e sviluppo economico, la terza relazione di mandato del sindaco Giacomo Tranchida attende ancora di approdare al confronto politico vero: quello del Consiglio comunale.

La discussione era prevista già il 29 maggio scorso, ma non è mai arrivata in aula. Una sorte condivisa da molti atti amministrativi che finiscono spesso per rimanere intrappolati nelle lunghe sedute consiliari, assorbite da polemiche, comunicazioni, interrogazioni e battibecchi politici.

Eppure la relazione di mandato non è un documento qualsiasi. È il consuntivo dell'azione amministrativa, il momento in cui si tirano le somme su opere realizzate, finanziamenti ottenuti, servizi attivati e prospettive future della città. Ed è proprio per questo che il contributo delle opposizioni diventa fondamentale.

Le prime reazioni, in attesa del dibattito istituzionale, arrivano da Giuseppe Guaiana e Nicola Lamia. 

Con accenti diversi, entrambi individuano lo stesso punto politico: la distanza tra la città progettata e quella vissuta.

 

La reazione di Giuseppe Guaiana

"Il vero giudizio sull'azione amministrativa non si misura sugli importi annunciati o sulle opere programmate, ma sulla qualità della vita percepita quotidianamente dai cittadini", afferma Guaiana (Amo Trapani).

L'ex presidente del Consiglio comunale non contesta i finanziamenti ottenuti né la capacità dell'amministrazione di intercettare risorse. La sua critica riguarda piuttosto gli effetti concreti di quegli investimenti. Viabilità, manutenzione, traffico, pulizia urbana e decoro restano, secondo il consigliere di Amo Trapani, i parametri attraverso cui i cittadini valutano realmente l'azione di governo.

Una posizione che, in controluce, sposta il terreno del confronto. Non quanti milioni siano arrivati a Trapani, ma quanti problemi siano stati risolti.

 

 

La reazione di Nicola Lamia

Una lettura analoga arriva da Nicola Lamia (FdI). Anche il consigliere di Fratelli d'Italia riconosce l'importanza delle risorse intercettate dal Comune e dal Distretto Socio-Sanitario 50, ma invita a misurarne l'impatto reale.

Lamia richiama le criticità emerse sul servizio Asacom, la mancanza di dati sulle liste d'attesa negli asili nido, l'assenza di indicatori chiari sull'efficacia di alcuni progetti sociali e la necessità di valutare i risultati delle politiche pubbliche attraverso dati verificabili.

La stessa impostazione viene estesa al turismo, allo sviluppo economico e alle grandi opere. 

Dal Mercato Ittico al BRT, passando per le infrastrutture ancora in fase di realizzazione, il consigliere pone una domanda che attraversa l'intera relazione di mandato: quale ricaduta concreta stanno producendo questi investimenti sulla vita economica e sociale della città?

Nella sua analisi emerge inoltre un tema trasversale che, a suo giudizio, condiziona gran parte delle politiche pubbliche: la carenza di personale nella Polizia Municipale. Una situazione che, secondo Lamia, incide direttamente sul controllo del territorio, sul contrasto all'abusivismo, sulla gestione del traffico, sul decoro urbano e sulla sicurezza percepita dai cittadini.

 

 

... e Maurizio Miceli rimanda

Più prudente, almeno per il momento, la posizione del leader dell'opposizione Maurizio Miceli (FdI). 

L'ex candidato sindaco del centrodestra, interpellato da TP24, ha preferito rinviare ogni valutazione al dibattito d'aula, spiegando che affronterà i singoli temi contenuti nella relazione uno per uno durante il confronto consiliare.

 

Ma proprio qui emerge il paradosso politico. Mentre l'informazione e la città discutono del bilancio di metà mandato dell'amministrazione, il Consiglio comunale non è ancora riuscito ad affrontarlo formalmente. 

E negli ultimi mesi il dibattito politico si è spesso concentrato sulle vicende legate alle decadenze dei consiglieri comunali, lasciando sullo sfondo questioni centrali come i cantieri del PNRR, il welfare, la mobilità, il turismo e lo sviluppo economico.

 

Le eccezioni non sono mancate, come alcune interrogazioni che hanno acceso i riflettori sulle condizioni del cimitero comunale e su altre criticità cittadine. 

Resta però il dato politico: la relazione di mandato, che dovrebbe rappresentare il principale momento di verifica dell'azione amministrativa, attende ancora di essere discussa dall'aula.

 

Dalle prime prese di posizione dell'opposizione emerge comunque una linea comune. 

Contestare i numeri della relazione è difficile. Più semplice, e probabilmente più efficace sul piano politico, sarà verificare se quei finanziamenti si tradurranno in opere completate, servizi efficienti e benefici percepibili dai cittadini.

 

In questa prospettiva, la relazione di mandato assume un valore che va oltre il tradizionale bilancio politico di metà consiliatura. 

Potrebbe diventare il terreno sul quale maggioranza e opposizione misurano due differenti idee di governo della città: da una parte l'accento posto sulla capacità di attrarre risorse e costruire progettualità; dall'altra la richiesta di verificare quali cambiamenti siano già visibili e quali siano ancora affidati alle promesse del futuro.

È probabilmente su questo discrimine che dovrebbe svilupparsi il confronto politico dei prossimi mesi. 

Perché se l'amministrazione continuerà a rivendicare la Trapani che sta costruendo, l'opposizione dovrebbe provare a riportare il dibattito sulla Trapani che i cittadini vivono ogni giorno.