Nei fatti, però, il documento è rimasto presto sullo sfondo, travolto da una lunga sequenza di interventi dell'opposizione, tra ricostruzioni storiche, polemiche sul Trapani Calcio, sul Pala Daidone, sullo stadio e sul rapporto tra Giacomo Tranchida e Valerio Antonini.
La relazione di mandato si è quindi trasformata, da un esame delle progettualità dell’amministrazione, a ulteriore terreno di scontro coi toni da campagna elettorale ormai nel pieno del suo svolgimento.
Il primo tema di merito affrontato è quello sollevato da Maurizio Miceli (FdI), leader dell’opposizione e aspirante candidato sindaco in pectore per il centro destra dopo l’ottimo risultato del 2023.
Dopo l'alluvione del settembre 2022, ricorda, nell'aprile 2023 il sindaco firma la determina che dà seguito all'accordo quadro affidando a Tecnital, attraverso l'ingegnere Venturini, uno studio preliminare sul rischio idraulico. Poche settimane dopo, il 26 maggio 2023, Tranchida – sostiene il consigliere – indica pubblicamente nel presunto tombamento del canale Scalabrino e in altre criticità della rete idraulica alcune delle cause degli allagamenti, in un momento in cui il tema era diventato centrale anche dopo i sopralluoghi nella zona di Bresciana.
Da quel momento, secondo Miceli, si intrecciano la vicenda amministrativa e quella giudiziaria. Dopo le dichiarazioni rivolte all'imprenditore Andrea Bulgarella, quest'ultimo presenta querela per diffamazione.
All'inizio del 2024, prosegue il consigliere, Tranchida riceve l'avviso di conclusione delle indagini, chiede di essere interrogato e, successivamente, viene avanzata la richiesta di decreto di citazione a giudizio.
Nell'agosto dello stesso anno, pur essendo già a conoscenza dell'evoluzione del procedimento, il sindaco nomina l’ingegnere Simone Venturini consulente del Comune per l'elaborazione della variante al Piano di Assetto Idrogeologico (PAI). Lo stesso tecnico, osserva Miceli, viene poi inseriti nella lista testimoniale del processo per diffamazione.
“Sono due operazioni distinte ma collegate – sostiene il consigliere – da una parte la nomina del superconsulente per la variante al PAI, dall'altra l'individuazione di professionisti che diventano anche testimoni nel processo che riguarda il sindaco. Nel frattempo si è cercato di individuare dei responsabili delle mancate manutenzioni ordinarie che hanno contribuito agli allagamenti della città”.
L'accusa politica e la replica di Tranchida
La conclusione dell'intervento è la più dura. Per Miceli, i circa 200 mila euro spesi dal Comune per la consulenza Tecnital avrebbero prodotto risultati già noti ai tecnici e sarebbero serviti soprattutto a sostenere indirettamente la posizione processuale del sindaco.
Si tratta di accuse di natura politica che si inseriscono nel più ampio confronto tra maggioranza e opposizione sulla gestione del rischio idraulico cittadino e sull'utilizzo delle consulenze esterne da parte dell'amministrazione comunale.
La replica di Tranchida resta sul piano tecnico e politico. Il sindaco richiama gli effetti dei cambiamenti climatici e rilancia una domanda: perché nessun ufficio tecnico comunale e nessuna amministrazione che lo ha preceduto hanno mai chiesto l'aggiornamento del Piano di assetto idrogeologico (PAI) della città?
Da qui l'appello a procedere con prudenza su un tema così delicato. “Con la speculazione edilizia e con gli interessi di alcuni proprietari fondiari non si scherza”, afferma il primo cittadino. Tranchida richiama anche le vicende urbanistiche di via Virgilio, ricordando come in passato persino la mafia avesse tentato di mettere le mani su terreni dal forte potenziale edificatorio.
Il sindaco difende quindi lo studio affidato all'ingegnere Simone Venturini, sostenendo che le prescrizioni che saranno recepite nel nuovo Piano urbanistico generale, in coerenza con l'aggiornamento del PAI predisposto dalla Regione Siciliana, che riconosce ufficialmente per la prima volta la città esposta a un concreto rischio idraulico, serviranno a evitare un nuovo “sacco edilizio” della città.
A margine del confronto, il dibattito è degenerato in uno scontro personale. Tranchida ha definito Miceli il “delfino” dell'ex senatore Antonio D'Alì, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. Miceli ha replicato accusando il sindaco di essere il “delfino” di Tommaso Coppola e Vito Gerbino, richiamando un affidamento diretto da 15 miliardi di lire per la realizzazione della rete fognaria della litoranea nord a Valderice.
Al volgere della fine della seduta, quando anche i consiglieri della maggioranza di governo hanno prenotato l’intervento, l’opposizione tutta – compreso il presidente del consiglio Mazzeo – hanno lasciato l’aula.
Quando, ormai dopo mezzanotte, è arrivato il momento degli interventi dei consiglieri di maggioranza sulla relazione di mandato, l'opposizione aveva già lasciato l'aula. Così il confronto sul documento che avrebbe dovuto fotografare tre anni di amministrazione si è consumato senza contraddittorio, dopo oltre cinque ore trascorse tra ricostruzioni storiche, polemiche sul Trapani Calcio, Valerio Antonini, il Pala Daidone, lo stadio e accuse reciproche. La relazione è rimasta sullo sfondo per quasi tutta la seduta. Al centro del dibattito non c'è stato il bilancio dell'azione amministrativa, ma lo scontro politico. Più che una discussione sullo stato della città, il consiglio comunale ha offerto l'anticipazione di una campagna elettorale già iniziata.
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