L'ultima iniziativa del Sindaco di Marsala? Intitolare uno spazio pubblico a Bettino Craxi. La Commissione Toponomastica del Comune, presieduta dal senatore Pietro Pizzo, su proposta del sindaco Massimo Grillo, ha deliberato l’intitolazione di un’area a verde – nei pressi del Comando della Polizia Municipale – all’ex presidente del Consiglio.
Una scelta che, inevitabilmente, riapre una delle pagine più controverse della storia politica italiana.
Bettino Craxi
Benedetto Craxi, detto Bettino, fu più volte Presidente del Consiglio negli anni Ottanta. È morto nel 2000 ad Hammamet, in Tunisia, dove è sepolto.
Leader del Partito Socialista Italiano, protagonista di una stagione politica intensa e segnata da scelte di forte autonomia internazionale, Craxi resta però anche il simbolo della stagione di Tangentopoli.
Ed è qui che il nodo si stringe.
Le condanne definitive
Non opinioni. Sentenze.
Craxi è stato condannato in via definitiva a 10 anni complessivi di reclusione per corruzione e finanziamento illecito ai partiti.
In particolare:
- 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo ENI-SAI
- 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito nel processo sulle tangenti della Metropolitana milanese
Altri procedimenti si sono estinti per morte del reo. Non per assoluzione.
Sono verità giudiziarie passate in giudicato.
Il peso simbolico della toponomastica
Intitolare una piazza non è un atto neutro.
Non è un convegno. Non è una targa commemorativa in un museo.
La toponomastica è pedagogia civile permanente. È il modo in cui una città racconta ai propri figli chi considera esempio, chi propone come modello condiviso.
È questo il punto su cui si concentra la critica.
Dedicare uno spazio pubblico a un leader condannato in via definitiva per reati contro la pubblica amministrazione pone un problema etico e simbolico. Non riguarda la complessità della figura storica. Riguarda il messaggio.
I precedenti in Italia
In diversi Comuni italiani le proposte di intitolare vie a Craxi hanno provocato forti polemiche. In alcuni casi le prefetture hanno espresso pareri negativi richiamando proprio le vicende giudiziarie.
Segno che non si tratta di un’omissione marginale della storia, ma di un elemento che pesa nelle valutazioni istituzionali.
La contraddizione politica
Marsala è una città che rivendica memoria civile e cultura della legalità. Una città che ha intitolato strade e piazze a magistrati e servitori dello Stato uccisi dalla mafia.
In questo contesto, la decisione dell’amministrazione guidata da Massimo Grillo appare, per molti, quantomeno stonata.
Il sindaco dovrà spiegare come conciliare questa scelta con la retorica della trasparenza e della buona amministrazione.
Il dibattito è aperto
La questione non è vietare il ricordo storico di Craxi. La storia si studia, si analizza, si discute.
Il punto è un altro: trasformare quella figura in un’icona celebrativa nello spazio urbano.
Marsala dovrà decidere se questa intitolazione rappresenta un atto di memoria storica o un segnale politico.
Di certo non è una scelta neutra.
E, come spesso accade, le piazze parlano. Anche quando sono solo aree verdi accanto a un comando di polizia.