Dopo il blitz del Comune di Trapani al Palazzetto dello Sport, con la revoca della concessione e la sostituzione delle serrature, la reazione di Valerio Antonini è stata durissima. In una lunga serie di post sui social, il patron della Trapani Shark accusa il sindaco Giacomo Tranchida e il dirigente comunale Orazio Amenta di aver agito con un “metodo mafioso” e annuncia una raffica di iniziative giudiziarie.
Lo scontro sul Palazzetto dello Sport di Trapani entra in una fase ancora più aspra e radicale. Valerio Antonini alza ulteriormente il tiro e, in una serie di post e dichiarazioni video, arriva a evocare apertamente l’intervento della magistratura con esiti penali per gli amministratori comunali.
Il patron della Trapani Shark accusa il Comune di abuso d’ufficio, indebito arricchimento e appropriazione indebita, e si dice convinto che quanto avvenuto “non possa più essere ignorato” dalla Procura della Repubblica. Nel passaggio più estremo del suo intervento, Antonini arriva persino ad auspicare arresti: un’escalation verbale senza precedenti nel già durissimo braccio di ferro con l’amministrazione guidata dal sindaco Giacomo Tranchida.
Secondo la ricostruzione di Antonini, il blitz al Palasport sarebbe avvenuto in modo illegittimo e senza un’assunzione chiara di responsabilità politica. In uno dei post pubblicati dopo i fatti, il presidente della Shark sostiene che il sindaco avrebbe dichiarato di essere “all’oscuro di tutto”, attribuendo la decisione esclusivamente al dirigente comunale Orazio Amenta. Una versione che Antonini definisce contraddittoria rispetto a precedenti interlocuzioni, anche sul tema dell’utilizzo dell’impianto da parte del settore giovanile.
Nel suo racconto, Antonini arriva a descrivere una telefonata in viva voce tra il sindaco, il dirigente Amenta e un rappresentante della società, durante la quale – sempre secondo la sua versione – sarebbero emerse incertezze perfino sulla natura giuridica della società (SSD o SRL) e sulla gestione del settore giovanile. “Siamo in mano a questi amministratori”, scrive, parlando di una situazione “di una gravità impressionante”.
Il patron granata ribadisce inoltre la propria posizione sulle utenze del Palazzetto, sostenendo che le bollette della luce non andavano pagate perché, a suo dire, “false”, e rilancia annunciando una raffica di iniziative giudiziarie: ricorso al Tar con richiesta di sospensiva, querele, azioni risarcitorie e un esposto alla Corte dei Conti, che – secondo Antonini – potrebbe trovarsi di fronte a un danno erariale tale da “esporre il Comune a potenziali crack finanziari”.