La scuola ghetto di Marsala: a Sappusi una classe dove hanno messo solo figli di pregiudicati
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C'è una classe della scuola elementare di Marsala, a Sappusi, dove gli alunni sono solo figli di pregiudicati.
La circostanza emerge dalla relazione della commissione antimafia sulla dispersione scolastica. Un'indagine durata otto mesi, che affronta un tema delicato, dato che l'abbandono scolastico in Sicilia tocca punte del 20%.
In quella classe, tutti e 22 i bambini sono figli di pregiudicati. Lo denuncia alla commissione Salvatore Inguì, direttore dell’Ufficio del Servizio sociale per i minorenni di Palermo: “Hanno fatto una classe differenziata, sostanzialmente”.
Ecco il racconti di Inguì, dai verbali della commissione:
INGUÌ, direttore Ufficio di Servizio sociale per i Minorenni di Palermo. Mi ha chiamato la settimana scorsa un insegnante e mi ha fatto un elenco di bambini, questo elenco di bambini… Mi chiedeva se io li conoscessi. Li conoscevo tutti, me ne ha elencati ventidue. Qual è la caratteristica di questi bambini? Che sono tutti figli di soggetti con gravi pregiudizi penali. Io ho detto: “ma perché mi fai questo elenco?” Guarda caso tutti questi bambini sono in una sola classe elementare, iniziano la prima elementare ed hanno messo in questa classe solo bambini di questo tipo.
FAVA, presidente della Commissione. Che scuola è questa, mi scusi?
INGUÌ, direttore Ufficio di Servizio sociale per i Minorenni di Palermo. È una scuola nel marsalese.
FAVA, presidente della Commissione. Forse questa è una cosa che merita di essere rapidamente segnalata perché mi sembra l’opposto di ciò che dovrebbe rappresentare il messaggio educativo e di comunità di una scuola. Dove si trova questa scuola elementare?
INGUÌ, direttore Ufficio di Servizio sociale per i Minorenni di Palermo. A Sappusi.
FAVA, presidente della Commissione. Hanno fatto una classe differenziata, sostanzialmente.
INGUÌ, direttore Ufficio di Servizio sociale per i Minorenni di Palermo. Omogenee, singolarmente prese.
Commenta la relazione: "Fatto grave, quello riferito dal dottor Inguì. Soprattutto in una realtà, come quella siciliana, in cui il disagio sociale dei minori diventa la più formidabile occasione di reclutamento malavitoso. È importante capire se questo precedente sia un caso isolato o se piuttosto nelle periferie delle città siciliane la scelta di costruire classighetto dove ammassare i figli di genitori pregiudicati o reclusi sia una traccia non episodica. Sarebbe il segno di una sorta di rassegnazione istituzionale al destino già segnato di quei ragazzi e al contesto sociale in cui crescono".
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