Riserva dello Zingaro, i sindaci di Castellammare e San Vito replicano a Legambiente
Dopo la nota diffusa da Legambiente Sicilia sulla proposta di riapertura parziale della Riserva Naturale dello Zingaro dopo l'incendio di fine luglio, i sindaci di Castellammare del Golfo e San Vito Lo Capo, Giuseppe Fausto e Francesco La Sala, intervengono con una dichiarazione congiunta per chiarire le intenzioni delle amministrazioni locali (qui un approfondimento di TP24 con le polemiche e lo scontro sulla riapertura della Riserva).
«In merito alla nota diffusa da Legambiente Sicilia sulla nostra proposta di riapertura parziale della Riserva dello Zingaro, sentiamo il dovere di chiarire con forza le nostre reali intenzioni, evitando interpretazioni distorte», affermano i due primi cittadini.
I sindaci precisano che non si tratta di un’apertura finalizzata alla sola balneazione o a un turismo “mordi e fuggi”: «Ai sindaci interessa ben poco la balneazione – spiegano – ciò che ci sta a cuore è lanciare un messaggio chiaro e positivo ai cittadini, agli escursionisti, agli appassionati di natura, a chi ama e rispetta questo luogo unico».
Secondo Fausto e La Sala, nonostante i danni provocati dai recenti incendi, «una piccola parte della Riserva è ancora viva, sicura e pronta ad accogliere chi sa viverla con rispetto». La proposta, sottolineano, riguarda «tratti limitati, verificati e sicuri, che non presentano rischi né per i visitatori né per l’equilibrio dell’ecosistema», e non prevede l’accesso alle aree devastate.
Per i sindaci, chiudere completamente la Riserva significherebbe «trasmettere il messaggio che lo Zingaro sia “perduto”», con il rischio di allontanare la comunità dalla sua tutela. L’apertura di alcune zone integre, al contrario, potrebbe trasformarsi in «un’occasione per educare alla fragilità del nostro patrimonio ambientale e per far maturare una maggiore consapevolezza».
«Siamo pronti a un confronto aperto con Legambiente e con tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia di questo territorio – concludono – ma respingiamo l’idea che la nostra proposta sia una scelta scellerata o dettata da logiche di “balneazione a tutti i costi”. La nostra è una scelta di comunità, di amore per il territorio e di fiducia nella capacità delle persone di essere custodi, e non predatori, della natura».
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