L'articolo di Tp24 sulla gestione della TARI (Tassa sui Rifiuti) a Marsala ha sollevato un dibattito acceso, ma un lettore, Francesco, ci scrive per evidenziare come la problematica delle mancate notifiche e dei successivi solleciti non sia affatto nuova e abbia un riscontro diretto nel Comune di Erice. La sua testimonianza dipinge un quadro di apparente inefficienza e di un onere eccessivo a carico del cittadino.
Francesco racconta di una situazione che si protrae da ben dodici anni: "Personalmente da 12 anni non ho mai ricevuto le loro bollette, bensì solo solleciti e accertamenti." Una consuetudine che lo ha portato a confrontarsi più volte con gli uffici tributi comunali.
Il regolamento e la "follia" del cittadino integerrimo
Secondo quanto riferito da Francesco, il regolamento TARI del Comune di Erice prevedrebbe esplicitamente un'opzione per cui, in caso di mancata ricezione delle bollette, il cittadino è tenuto a "andare a ritirare oppure richiedere l'invio".
La risposta ricevuta dagli uffici tributi, seppur "educata", è stata chiara e per Francesco, emblematica della situazione: "una volta che sapete che è la scadenza perché non venite a ritirare?". Una logica che il lettore definisce "una follia", ironizzando sulla pretesa che il cittadino debba autonomamente "sapere quando voi inviate le bollette e poi sempre io debba venire a ritirare", al punto da suggerire provocatoriamente di "fare a metà del suo stipendio".
Un sistema che "tartassa" il cittadino?
La questione si complica ulteriormente quando si parla di sanzioni e interessi. Francesco sottolinea che i solleciti e gli accertamenti arrivano puntualmente "con sanzioni ed interessi", generando la percezione che al Comune "interessi maggiormente tartassare il cittadino" piuttosto che garantire un processo di riscossione lineare ed efficiente.
Il caso di Erice, come descritto da Francesco, solleva importanti interrogativi sulla comunicazione tra pubblica amministrazione e cittadino, sulla chiarezza delle procedure e sulla volontà di facilitare il corretto adempimento fiscale, piuttosto che penalizzare chi, pur volendo essere un "integerrimo contribuente", si scontra con un sistema che sembra mettere a dura prova anche la buona volontà. La sua segnalazione evidenzia una criticità che, a quanto pare, affligge diversi cittadini da anni, richiedendo una riflessione sulla necessità di processi più trasparenti e a misura di utente.
Qui una replica dell'assessore Agliastro.