Shark, striscione fuori dal Palasport. Antonini indagato per frode? Lui replica: "Falso"
Un nuovo colpo di scena, l’ennesimo, allunga l’agonia della Trapani Shark. Pochi minuti prima dell’inizio dell’udienza decisiva per il futuro della squadra granata, la società ha depositato una formale richiesta di ricusazione del Collegio giudicante del Tribunale Federale Nazionale. Il motivo? Uno dei giudici sarebbe, secondo quanto riportato da Repubblica, coinvolto in una causa nella quale Valerio Antonini risulta indagato, a Roma, per frode processuale. La FIP ha confermato la presentazione dell’istanza, che congela tutto e rimette ora la decisione nelle mani della Corte Federale d’Appello.
Secondo il quotidiano, l’incompatibilità deriverebbe dalla partecipazione del giudice a un procedimento penale a carico di Antonini, risalente al 30 dicembre 2025. Il presidente della Trapani Shark ha replicato duramente: «Non vi è alcun procedimento penale nei miei confronti. Quello riportato è una colossale cazzata. Ho denunciato penalmente l’intero TFN, e quindi ho chiesto la ricusazione della giuria che era stata in gran parte riproposta anche per questo nuovo deferimento».
Il clima è rovente anche fuori dal campo
Nel frattempo, Trapani vive un’atmosfera tesissima. Ieri sera, uno striscione con la scritta “Vergogna” è comparso davanti al Palasport. Il commento amaro di Antonini non si è fatto attendere: «Vergogna, sono contento che lo riconosciate. È un primo passo. Bravi».
Tutto questo avviene all’indomani della figuraccia europea contro l’Hapoel Holon, dove la Shark è rimasta in campo appena 7 minuti, prima di restare con solo due giocatori sul parquet e subire la sconfitta più umiliante della sua storia. La FIBA l’ha esclusa ufficialmente dalla Basketball Champions League, e le immagini dei due giovanissimi Patti e Martinelli soli in campo hanno fatto il giro del mondo.

Un disastro sportivo e reputazionale
Mai prima d’ora una squadra aveva lasciato una gara internazionale prima del primo quarto, e ora il rischio è che la scena si ripeta sabato prossimo, davanti al proprio pubblico, nella sfida di Serie A1 contro Trento. Con una squadra dimezzata, otto punti di penalità già sul groppone, il mercato bloccato e una dirigenza sotto assedio.
Intanto continua la fuga di massa: dopo Allen, Ford, Repesa, Alibegovic e Hurt, anche Pugliatti, Rossato e altri big sono in partenza. Di quella squadra che aveva dominato l’inizio di stagione non resta più nulla. Il disastro non è solo sportivo: è anche mediatico, istituzionale, identitario.
La Sicilia sportiva è spettatrice di una caduta fragorosa, e mentre il conto alla rovescia per la partita con Trento scorre inesorabile, la domanda resta sospesa: quanto può ancora andare avanti questa agonia?
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