Trapani Shark, la società attacca: “Penalizzazione folle, giustizia sportiva grottesca"
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La Trapani Shark rompe il silenzio e alza il livello dello scontro con la Federazione. Dopo l’ultima stangata inflitta ieri dal Tribunale Federale Nazionale – due punti di penalizzazione in classifica e due anni di inibizione al presidente Valerio Antonini – la società trapanese pubblica un durissimo comunicato, parlando senza mezzi termini di “giustizia grottesca”, “insulto ai regolamenti” e “piano stabilito a tavolino per spazzarci via in 45 giorni”.
Al centro della nuova condanna ci sono presunte irregolarità nei rimborsi ad ex giocatori della stagione 2023/2024, non più tesserati per la stagione in corso. Due cifre in ballo: 2.000 e 10.000 euro, che secondo il club non possono in alcun modo aver inciso sulla veridicità della dichiarazione presentata il 16 giugno 2025 per certificare la regolarità dell’iscrizione alla Serie A1.
Le accuse al sistema: “Errori, violazioni, sabotaggi”
Il comunicato denuncia un presunto errore clamoroso della Procura Federale, che avrebbe deferito la società in riferimento alla dichiarazione di giugno, salvo poi ammettere in udienza di riferirsi a un’altra dichiarazione, quella del 16 ottobre. Per la difesa, un vizio procedurale insanabile, che avrebbe dovuto portare all’immediata archiviazione. Invece, il Tribunale – secondo la società – avrebbe “evitato di decidere, posticipando la pronuncia in modo irregolare”.
Non solo. Il club denuncia anche il rifiuto della Federazione a fornire copie dei provvedimenti relativi a casi analoghi, richiesti dal legale del club. Un “attentato al regolamento” che – si legge – “falsifica completamente non solo questo deferimento, ma l’intera gestione della vicenda Trapani Shark”.
La teoria del “limite” e lo spettro della radiazione
Un passaggio del comunicato, il più velenoso, è riservato al numero dei punti inflitti: la Procura avrebbe chiesto quattro punti di penalizzazione (due per ciascun caso), ma il Tribunale ne ha comminati solo due. Secondo la società, non si tratterebbe di clemenza, ma di un “calcolo cinico” per non raggiungere la soglia dei 12 punti, oltre la quale scatterebbe la radiazione automatica del club. L’accusa, neanche troppo velata, è che si voglia affondare il club entro il 21 gennaio, data delle prossime sentenze attese.
“Traditi da tutti”
Nel comunicato c’è spazio anche per un j’accuse nei confronti delle istituzioni locali, della FIP siciliana e della tifoseria, rea – secondo il club – di aver abbandonato la squadra nel momento più difficile. “Nessun supporto, solo attacchi al presidente e alla sua famiglia, da parte di chi è stato portato in Serie A e in Champions League grazie ai suoi sacrifici”.
Prossimi passi
La società annuncia ricorsi in tutte le sedi e si dice fiduciosa che nelle prossime due settimane – in particolare entro il 21 gennaio – possano arrivare sviluppi giudiziari rilevanti. La battaglia, a quanto pare, è tutt’altro che finita.
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