L'agonia Trapani Shark: -10 in classifica. Oggi con Trento un altro match farsa
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È un’altra giornata della verità, forse decisiva, per la Trapani Shark. Oggi, sabato 10 gennaio, al PalaShark è in calendario la sfida contro l’Aquila Trento, palla a due alle 20. Ma sul parquet potrebbe andare in scena l’ennesima partita farsa, l’ennesimo capitolo di un’agonia sportiva e societaria che ormai ha superato ogni limite.
Altri due punti di penalizzazione: Shark a quota -10
Nella serata di ieri è arrivato un nuovo colpo durissimo: il Tribunale federale ha inflitto altri due punti di penalizzazione alla Trapani Shark per dichiarazioni mendaci presentate al momento dell’iscrizione al campionato di Serie A. La società granata sale così a 10 punti complessivi di penalità, avvicinandosi pericolosamente alla soglia dei 12 punti che comportano l’esclusione automatica dal campionato.
La sanzione è stata comminata ai sensi degli articoli 59 e 61 del Regolamento di Giustizia FIP, che disciplinano la frode sportiva e le responsabilità dirette delle società. Al centro del provvedimento ci sarebbero irregolarità documentali, in particolare le liberatorie dei tesserati della scorsa stagione, prodotte al momento dell’iscrizione al campionato 2025/26.
Antonini ancora inibito: totale sempre più pesante
Assieme alla penalizzazione sportiva, è arrivata anche un’ulteriore inibizione di due anni per il presidente Valerio Antonini, che si somma alle precedenti sanzioni già inflitte nei mesi scorsi, sia in ambito cestistico che calcistico. Un quadro che rende sempre più evidente la crisi profonda della governance granata.
Il fantasma della Bulgaria aleggia sul PalaShark
E ora c’è il campo. O almeno, dovrebbe esserci. La partita contro Trento è infatti fortemente a rischio. Solo pochi giorni fa, in Champions League, la Shark è diventata un caso europeo: a Holon, in Bulgaria, la gara è durata appena 6 minuti e 57 secondi, prima che gli arbitri decretassero la fine per l’impossibilità di proseguire con un solo giocatore rimasto in campo.
Un’umiliazione internazionale, definita dalla stampa estera “la partita della vergogna”, evitata solo per non incorrere in una multa da 600 mila euro prevista in caso di rinuncia ufficiale.
Squadra decimata: giocare significa pagare (e rischiare)
Oggi la situazione è persino più fragile. La Trapani Shark ha solo 7 giocatori sotto contratto. Scendere in campo così significherebbe incassare una multa da 250 mila euro, 50 mila euro per ciascun atleta mancante rispetto al “6+6” dichiarato a inizio stagione.
Non giocare, invece, significherebbe seconda rinuncia e avvio della procedura di esclusione dal campionato.
Una scelta impossibile, qualunque strada si prenda.
I tifosi: “Non giocate, sarebbe una farsa”
A chiedere ufficialmente di non disputare la gara sono stati i gruppi del tifo organizzato: Trapanesi Granata, Nessuna Resa Ultra Tp, IDN e Gate 91100. In una lettera inviata a FIP e Lega Basket Serie A, i tifosi parlano senza mezzi termini:
«Lo svolgimento della gara in queste condizioni configurerebbe una evidente farsa sportiva, in contrasto con i principi di correttezza, lealtà e credibilità che dovrebbero sempre guidare il movimento cestistico italiano».
Nel documento si sottolinea come una partita del genere non gioverebbe a nessuno:
– non al campionato, che vedrebbe compromessa la propria immagine;
– non alle tifoserie, private di uno spettacolo vero;
– non ai giovani eventualmente mandati in campo;
– non alla città di Trapani, “che merita rispetto”.
La richiesta è netta:
«Chiediamo che la gara non venga disputata nelle condizioni attuali e che si individuino soluzioni alternative, coerenti con i regolamenti ma soprattutto con lo spirito dello sport».
Contestazione in città, squadra allo sbando
Intanto la contestazione cresce. Striscioni durissimi contro Antonini sono comparsi fuori dal PalaShark, alla Curva Nord dello stadio e in vari punti della città. Di quella squadra che aveva stupito tutti a inizio stagione, con 10 vittorie nelle prime 11 partite, oggi resta solo il ricordo.

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