Maxi truffa alle assicurazioni, per Ruvolo obbligo di dimora e sospensione dalla professione
Niente arresto in carcere, come aveva chiesto la Procura di Trapani. Per l'avvocato alcamese Ubaldo Ruvolo, considerato dagli investigatori il presunto promotore della rete di falsi sinistri stradali, il Gip Piero Corleo ha disposto una misura cautelare meno afflittiva: obbligo di dimora e divieto temporaneo di esercitare la professione di avvocato.
È questa la decisione arrivata ieri, 3 luglio, al termine degli interrogatori preventivi di garanzia che si erano protratti fino a tarda notte. Il giudice ha quindi respinto la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dalla Procura, ritenendo però sussistenti esigenze cautelari tali da applicare misure interdittive e personali.
Le misure decise dal Gip
Per Ruvolo il provvedimento prevede:
- l'obbligo di dimora;
- il divieto temporaneo di esercitare la professione forense.
Il Gip ha inoltre disposto due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di altri due indagati e misure di obbligo di dimora nei confronti di numerosi altri soggetti coinvolti nell'inchiesta.
Per gli altri 29 indagati le decisioni del giudice saranno rese note nelle prossime ore.
Le accuse restano
La decisione del Gip non modifica il quadro accusatorio ricostruito dalla Procura.
Ruvolo resta indagato, insieme ad altre 28 persone, nell'ambito dell'inchiesta che ipotizza l'esistenza di una presunta organizzazione specializzata nella simulazione di incidenti stradali finalizzati a ottenere risarcimenti assicurativi.
Le contestazioni, a vario titolo, comprendono associazione per delinquere, frode assicurativa, falsa testimonianza, corruzione in atti giudiziari e altri reati connessi alle singole vicende contestate.
Secondo gli investigatori, il professionista avrebbe coordinato il sistema di presunti falsi sinistri, predisponendo le pratiche risarcitorie e seguendo le cause civili. Una ricostruzione che Ruvolo ha sempre respinto.
Un'inchiesta che ha scosso il Trapanese
L'indagine della Procura di Trapani rappresenta una delle più ampie mai condotte in Sicilia nel settore delle frodi assicurative.
Secondo gli investigatori, tra il 2020 e il 2025 sarebbe stato costruito un sistema fondato su incidenti stradali inesistenti, testimoni compiacenti e richieste di risarcimento indirizzate alle compagnie assicurative e al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.
Tp24 ha seguito fin dall'inizio tutti gli sviluppi dell'inchiesta con una serie di approfondimenti:
- Alcamo, la maxi truffa sulle assicurazioni: indagato l'avvocato Ruvolo
https://www.tp24.it/2026/06/23/giudiziaria/alcamo-la-maxi-truffa-sulle-assicurazioni-indagato-l-avvocato-ruvolo/235778 - Chi sono i 29 indagati
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https://www.tp24.it/2026/06/23/giudiziaria/incidenti-fantasma-testimoni-costruiti-le-truffe-di-ruvolo-ad-alcamo/235809 - L'avvocato Ruvolo e la banda dei falsi sinistri
https://www.tp24.it/2026/06/24/giudiziaria/l-avvocato-ruvolo-e-la-banda-dei-falsi-sinistri-l-inchiesta/235814 - Dalla scala all'auto pirata: il catalogo dei falsi incidenti
https://www.tp24.it/2026/06/25/inchieste/dalla-scala-all-auto-pirata-il-catalogo-dei-falsi-incidenti-e-delle-frodi-assicurative-a-trapani/235836
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