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14/07/2026 06:00:00

Trapani, Tranchida: "non ci sono eventi perché nessuno ha fatto proposte"

A ferragosto piazza Vittorio Emanuele non brillerà delle lucine della consueta Fiera di Ferragosto

Appuntamento iconico per i trapanesi che, nella settimana tra S. Alberto e le festività per la "Madonna di Trapani", usavano riempire la piazza per qualche acquisto, uno zucchero filato, la sdraio per la spiaggia o il semplice "struscio" con gelato. 

 

Anche Stragusto ha abbandonato Piazza Mercato del Pesce, insieme a pezzi della "Signorina Fontana"; e poi ancora l' Arcoin, la storica fiera campionaria all'autoparco comunale.  

Nel giro di poche settimane Trapani ha visto uscire dal calendario tre appuntamenti che, negli anni, hanno contribuito ad animare l'estate cittadina e ad attirare migliaia di visitatori. Una sequenza di rinunce che ha alimentato polemiche, proteste degli organizzatori e interrogativi sulla capacità della città di programmare la stagione turistica.

 

Ma il sindaco Giacomo Tranchida respinge l'idea che sia stata l'amministrazione a frenare gli eventi. 

La sua ricostruzione è opposta: il Comune avrebbe messo a disposizione spazi pubblici e forme di sostegno logistico, ma nessun organizzatore avrebbe risposto all'avviso pubblico.

"Abbiamo fatto un avviso mettendo a disposizione piazze e aree della città. Eravamo disponibili anche a contribuire con servizi e con l'abbattimento di alcuni costi, come quelli per l'energia elettrica. C'è qualcuno che ha presentato proposte? Per la verità no".

Secondo Tranchida, gli unici ad aver aderito sono stati i gestori della ruota panoramica, che verrà installata in piazza Vittorio Emanuele nei prossimi giorni, e gli operatori degli spettacoli viaggianti.

"Non si è candidato nessun altro. Il Comune non organizza direttamente gli eventi: sono gli operatori, le agenzie e gli organizzatori che devono presentare i progetti. Non si sono candidati neppure quelli del Green Valley".

Su questo evento, Tranchida sostiene che vi siano stati contatti informali tra l'assessore competente e alcuni organizzatori.

"Mi risulta che ci siano state interlocuzioni informali. Dopo di questo non abbiamo ricevuto più alcuna risposta".

 

Sono dichiarazioni, quelle del sindaco, destinate a riaccendere il dibattito, soprattutto dopo settimane segnate dalle critiche di associazioni, commercianti e opposizione, che hanno denunciato una città con pochi appuntamenti di richiamo proprio nel periodo di maggiore presenza turistica.

 

"Il turismo non arriva per un concerto"

Nella riflessione del sindaco c'è anche una diversa idea di promozione turistica. Per Tranchida i grandi eventi rappresentano un elemento accessorio e non il principale fattore di attrazione.

"Anche a me è capitato di andare fino a Taormina per assistere a un concerto, fermandomi due giorni. Ma quella è una nicchia. Il turismo a Trapani non arriva perché c'è l'evento X. Arriva se trova una città accogliente, dove si mangia bene, con il mare, le riserve naturali, le saline, le Egadi, Segesta, Erice e San Vito Lo Capo a pochi chilometri".

Eccoli là, i soliti "mare, sole e vento" che dovrebbero bastare a loro stessi.

Per il sindaco, il vero punto di forza della città resta il territorio, mentre gli eventi rappresentano un valore aggiunto ma non il motore principale dei flussi turistici.

 

Ma perché si fanno sempre meno eventi?

C'è un avviso pubblico aperto, ci sono piazze disponibili, c'è un'amministrazione che dice di essere pronta a sostenere iniziative. 

Dall'altra parte, però, il risultato è un foglio rimasto quasi vuoto. Nessuna fila di organizzatori davanti agli uffici comunali, nessuna corsa a prenotare gli spazi per riempire il calendario dell'estate: solo poche manifestazioni - per la maggior parte quelle promosse dalle pro Loco - e molti appuntamenti che, uno dopo l'altro, sono scomparsi.

 

Per il sindaco Giacomo Tranchida questo è il dato da cui partire. Il Comune, sostiene, ha messo a disposizione il suolo pubblico e la disponibilità a collaborare, ma le proposte non sono arrivate.

Nelle scorse settimane l'amministrazione ha anche rilanciato uno strumento previsto dal proprio programma di governo: il Distretto Urbano del Commercio. 

Hanno aderito la Camera di Commercio, Confcommercio e Confesercenti, ma non gli operatori economici.

Eppure, secondo il sindaco, proprio il Distretto potrebbe offrire maggiori possibilità nell'organizzazione degli eventi.

"Davanti a un progetto del Distretto Urbano del Commercio possiamo anche concedere deroghe ai limiti dei decibel, perché si tratta di iniziative di interesse pubblico".

Alla domanda sul perché gli esercenti non abbiano aderito, Tranchida non indica una spiegazione precisa.

"Non è una domanda da fare a me".

 

Il primo cittadino ritiene però che pesi una diffusa disinformazione sulla normativa che disciplina gli spettacoli musicali.

"Si racconta che servano tre autorizzazioni o tre perizie per fare un po' di musica. Non è così. La legge richiede semplicemente che la sorgente sonora sia certificata. Se tutti utilizzano lo stesso impianto certificato non ci sono problemi; se invece ciascuno porta il proprio impianto, allora ogni sorgente deve essere certificata".

Secondo Tranchida il Comune ha cercato negli anni di trovare un equilibrio tra il diritto al riposo dei residenti e le esigenze delle attività economiche.

"Le ordinanze sono state perfino impugnate davanti al Tar. Stiamo lavorando all'aggiornamento del piano acustico, ma la legge resta quella nazionale. Se le cose si possono fare, si fanno nel rispetto delle regole. La legge non la cambia il sindaco, la cambia il Parlamento".

 

Stragusto e il nodo del Mercato del Pesce

Sul caso Stragusto, invece, il sindaco respinge le accuse di avere impedito lo svolgimento della manifestazione.

"Sono deluso non perché quest'anno non si farà Stragusto. Sono deluso perché stiamo iniziando con tre mesi di ritardo i lavori di riqualificazione di piazza Mercato del Pesce".

Il riferimento è al progetto di recupero dell'antico mercato, finanziato con circa due milioni di euro, destinato a trasformare l'area in uno spazio permanente dedicato alle eccellenze enogastronomiche del territorio. Secondo Tranchida, il ritardo non dipende dal Comune ma da una lunga serie di adempimenti burocratici, tra convenzioni, questioni catastali e procedure notarili che hanno fatto slittare l'apertura del cantiere fino a metà luglio.

Il sindaco aggiunge anche un altro elemento: agli organizzatori di Stragusto sarebbero stati proposti siti alternativi, tra cui piazza Vittorio Emanuele e la Casina delle Palme. 

 

La planimetria dell'occupazione del suolo pubblico, però, mostra un cantiere concentrato soprattutto lungo il prospetto dell'ex Mercato del Pesce, con un'area di 441,60 metri quadrati e un ponteggio di 128,60 metri quadrati, mentre una parte della piazza, compresa la zona della fontana, resta esterna all'area di cantiere.

"Mi risulta che non ci sia stata disponibilità da parte dell'organizzatore. Mi dispiace, perché abbiamo perso l'occasione di svolgere la manifestazione in un altro luogo comunque suggestivo".

 

Una ricostruzione che si scontra con quella fornita da Paolo Salerno, ideatore della manifestazione, secondo cui Stragusto non sarebbe trasferibile perché la sua identità è legata proprio all'antico Mercato del Pesce, luogo simbolo del festival sin dalla prima edizione. L'organizzatore aveva inoltre lamentato mesi di incertezza sui tempi del cantiere e la mancanza di indicazioni definitive, annunciando l'annullamento dell'edizione 2026.

 

Resta così aperta una questione che va oltre le singole manifestazioni e racconta una storia di sfiducia. 

Da una parte il Comune sostiene di aver messo a disposizione spazi pubblici, strumenti e disponibilità senza ricevere proposte concrete; dall'altra gli organizzatori parlano di tempi incerti, difficoltà organizzative e interlocuzioni non sufficienti. 

In mezzo, c'è un'estate che perde alcuni dei suoi appuntamenti più riconoscibili e una città chiamata a interrogarsi su quale modello di animazione culturale e turistica intenda costruire per il futuro. A parte mare, vento e sole, s'intende.