Inchiesta Armao, la borsa di soldi cade dal pendolo....
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Il pendolo, nella ricostruzione degli investigatori, non serviva soltanto a segnare il tempo. A settembre, mentre alcuni operai lo spostavano nello studio palermitano di Gaetano Armao per rimuovere i tappeti, dal retro sarebbe caduta una borsa di stoffa bianca piena di contanti. E le telecamere della Squadra Mobile erano ancora lì a registrare tutto.
È uno dei nuovi episodi che emergono dalle carte dell’inchiesta per corruzione sull’ex vicepresidente della Regione Siciliana, per il quale la Procura di Palermo ha chiesto l’arresto. Accanto alla vicenda del denaro custodito nell’orologio, gli investigatori approfondiscono anche la situazione economica personale di Armao e, soprattutto, quello che definiscono un rapporto strutturato con l’avvocato Pierluigi Matta, indicato come intermediario tra l’ex presidente della Cts e gli imprenditori interessati alle pratiche regionali.
Gli operai spostano il pendolo e cade una borsa di contanti
L'episodio più singolare risale all'11 settembre. Armao non è nello studio di via Noto, a Palermo. Alcuni operai sono stati chiamati per togliere i tappeti e devono spostare il grande orologio a pendolo.
Durante il lavoro, dal retro del mobile cade una borsa bianca di stoffa. Uno degli operai la raccoglie, guarda dentro e scopre il denaro. La scena viene registrata dalle telecamere che la polizia aveva installato nello studio.
Il dettaglio interessa particolarmente gli investigatori perché quello stesso orologio era già finito al centro degli accertamenti. Il 9 febbraio 2026, infatti, Armao era stato ripreso mentre, dopo un incontro con Matta, estraeva un involucro dalla tasca del cappotto e lo sistemava dentro un contenitore cilindrico nascosto nel vano del pendolo. Per la Procura, si trattava di denaro proveniente dalle presunte dazioni corruttive.
Le segretarie mettono i soldi in cassaforte
La storia della borsa trovata dagli operai prosegue quasi come una scena ripresa per caso.
Una dipendente viene informata del ritrovamento e vuole vedere il contenuto. Arriva anche una seconda collega. Dopo qualche esitazione, le donne decidono di mettere il denaro al sicuro, in cassaforte.
Tre giorni dopo Armao viene informato. Secondo la trascrizione riportata dal Giornale di Sicilia, la sua prima preoccupazione sarebbe stata verificare che il denaro fosse ancora lì. Quando apprende che è stato chiuso nella cassaforte dello studio, ne chiede immediatamente le chiavi e recupera la borsa.
Poi domanda anche dell'altro contenitore, il cilindro arancione già individuato dagli investigatori nel pendolo. Dopo avere controllato quanto vi era dentro, Armao lo avrebbe spostato: non più nell'orologio, ormai evidentemente diventato un nascondiglio poco sicuro, ma in un vano della libreria dietro la scrivania, coprendolo con altri oggetti.
Per la Procura, la scena rafforzerebbe la ricostruzione secondo cui il pendolo era effettivamente utilizzato per custodire contanti. Resta da dimostrare, naturalmente, quale fosse l'origine di tutto il denaro ritrovato.
Anche nello studio di Matta gli investigatori cercano un nascondiglio
C'è un'altra scena che ha attirato l'attenzione della Squadra Mobile.
Il 6 marzo, dopo un incontro con l'imprenditore Sergio Vella relativo alla pratica Seap, Matta sarebbe rimasto solo nel proprio studio di piazza Verdi. Le telecamere lo avrebbero ripreso mentre maneggiava documenti e poi si accovacciava davanti a una parete attrezzata.
Alcuni rumori avevano fatto ipotizzare agli investigatori che il legale stesse smontando e rimontando un pannello dietro il quale avrebbe potuto esserci un vano. Ma su questo punto le stesse carte mantengono prudenza: dalle immagini non è possibile stabilire che vi fosse effettivamente nascosto qualcosa.
I debiti e la ricerca di denaro
L'altro sviluppo riguarda la situazione economica personale dell'ex vicepresidente.
Secondo quanto riportato dal Giornale di Sicilia, gli investigatori fanno riferimento nelle carte a «numerose pendenze giudiziarie e obbligazioni», comprese questioni relative ad assegni di mantenimento e procedimenti monitori. La Procura starebbe dunque valutando se la necessità di reperire liquidità possa avere avuto un ruolo nel quadro ricostruito dagli inquirenti.
Il ruolo di Matta secondo i magistrati
Per la Procura, il cuore dell'indagine resta il rapporto tra Armao e Pierluigi Matta.
Nelle carte riportate dal Giornale di Sicilia viene descritto uno «schema di triangolazione soggettiva»: l'imprenditore affiderebbe formalmente una consulenza a Matta, il denaro verrebbe versato al professionista e una parte sarebbe poi consegnata in contanti ad Armao. In cambio, secondo l'accusa, l'ex presidente della Cts metterebbe a disposizione la propria capacità di intervento sulle pratiche amministrative.
Il Giornale di Sicilia indica almeno tre presunte consegne di contante ad Armao: 6 ottobre 2025, 11 novembre 2025 e 9 febbraio 2026. Alcuni passaggi sarebbero avvenuti nell'automobile utilizzata dall'ex vicepresidente e uno al Collegio San Rocco, sede della facoltà di Scienze politiche.
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