Antonini versa un milione di euro e rilancia: “Così si tengono in vita le squadre”
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Mentre sui social continua la tempesta di post, repliche, accuse e rivendicazioni, oggi – 12 dicembre – arriva un fatto concreto.
Con una nota congiunta, Trapani Shark e FC Trapani 1905 comunicano che Valerio Antonini ha versato quasi un milione di euro nelle casse dei due club, somme necessarie a coprire i pagamenti legati alla scadenza federale del 16 dicembre 2025.
I saldi, fanno sapere le società, saranno completati tra oggi e lunedì 15 dicembre.
Un gesto che, nella narrazione del patron, ha un doppio significato: da un lato la dimostrazione della solidità finanziaria del progetto, dall’altro la fotografia di una solitudine che Antonini denuncia ormai apertamente.
“Un progetto che non può essere sostenuto da un uomo solo”
La nota parla chiaro. Il versamento viene definito «l’ennesima dimostrazione della forza e della credibilità di quanto sinora costruito», ma subito dopo arriva il passaggio più politico:
«La drammatica situazione di un territorio che ha completamente abbandonato le due società».
Nel mirino finiscono le presenze ridotte allo stadio, le contestazioni, l’assenza delle istituzioni e degli sponsor, con la precisazione – non casuale – delle “rarissime e apprezzate eccezioni”.
Antonini ribadisce un concetto che torna come un refrain in questi giorni:
il progetto sportivo di Trapani non può reggersi sulle spalle di una sola persona.
Per questo, viene annunciata una conferenza stampa nei prossimi giorni, durante la quale il presidente promette di raccontare “la reale situazione alla città” e di provare a individuare soluzioni per andare avanti.
Il rapporto con il Comune: apertura sì, responsabilità no
Nella stessa nota c’è anche il capitolo istituzionale. Antonini conferma che risponderà presente all’invito del sindaco Giacomo Tranchida, parlando di “ulteriore passo di indiscutibile ed inattaccabile apertura”.
Ma la disponibilità è accompagnata da una stoccata netta:
il sindaco, secondo la società, si sarebbe “ben guardato dal prendersi la minima responsabilità” sulla gestione delle due realtà sportive.
E viene ribadito, ancora una volta, un punto centrale dello scontro:
ad oggi nessun imprenditore del territorio si è fatto avanti, né per partecipare né per acquistare le società.
Tra post furiosi e bonifici reali
Il quadro che emerge è ormai chiaro.
Da una parte i post dai toni durissimi, le frasi colorite, gli attacchi al Comune, ai “traditori” e alla città ingrata.
Dall’altra, i fatti: stipendi, scadenze federali, bonifici milionari.
Antonini alza il volume della polemica ma, intanto, mette i soldi. E lo fa proprio nel momento più delicato, mentre attorno a lui il dibattito pubblico si polarizza tra chi lo difende e chi chiede un cambio di passo.
Con questo versamento, il patron guadagna tempo. E rilancia.
La conferenza stampa annunciata sarà il prossimo snodo decisivo: lì si capirà se l’“addio” evocato nei giorni scorsi era uno sfogo, una strategia o l’anticamera di un vero disimpegno.
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