I fatti del 2025: a Marsala un anno di violenza, tra aggressioni, risse e paura
Il 2025 verrà ricordato a Marsala come uno degli anni più difficili sul fronte della sicurezza urbana. Un anno scandito da aggressioni improvvise, risse violente, accoltellamenti, vandalismi e incendi dolosi. Episodi che non si sono concentrati in un solo periodo, ma che hanno attraversato l’intero calendario, con un picco evidente nei fine settimana e durante le grandi ricorrenze, quando la città si riempie di giovani, famiglie e turisti.
Il centro storico, cuore della movida, ma anche le periferie e il litorale, sono diventati teatro di episodi che hanno alimentato una crescente sensazione di insicurezza. Non singoli fatti isolati, ma una sequenza continua che ha sollevato interrogativi profondi sulla capacità di prevenzione, sul controllo del territorio e sulle risposte delle istituzioni.
L’aggressione con il machete: l’episodio simbolo
Il punto di non ritorno arriva nella notte tra il 10 e l’11 gennaio 2025. Ettore, 19 anni, viene aggredito alle spalle in via Cammareri Scurti, nel pieno centro storico di Marsala, a pochi passi dalla Chiesa Madre. Un colpo di machete alla testa, sferrato senza alcun motivo reale, solo per uno scambio di persona dopo una rissa avvenuta poco prima in un locale. Ettore rischia di morire. Viene soccorso dalla madre, infermiera del 118, che denuncia pubblicamente ritardi nei soccorsi, difficoltà logistiche e una cronica carenza di personale sanitario e di forze dell’ordine. Le sue parole scuotono la città: secondo i dati informali del 118, risse e aggressioni non sarebbero eventi sporadici, ma frequenti, con richieste di intervento anche tre o quattro volte a settimana. L’arresto dell’aggressore, avvenuto giorni dopo grazie alle telecamere di sorveglianza, non placa le polemiche. L’uomo, già coinvolto in altri episodi violenti, viene posto ai domiciliari. Per molti cittadini è il simbolo di una giustizia percepita come lenta e inefficace.
Sempre a marzo, un giovane guineano viene brutalmente aggredito alla stazione ferroviaria in un episodio a sfondo razzista. Insulti, spray urticante, calci e pugni. La vittima finisce a terra, sbatte la testa sull’asfalto. L’aggressore è un minorenne con numerosi precedenti.
A Strasatti, a fine marzo, arriva anche un accoltellamento in pieno pomeriggio. Episodi che mostrano come la violenza non sia più confinata alle ore notturne o ai luoghi della movida.
Il 2025 lascia a Marsala una ferita profonda. Non solo per il numero degli episodi, ma per la loro continuità, per la sensazione diffusa che la violenza non sia più un’eccezione ma una costante. I cittadini chiedono più controlli, prevenzione, presenza reale dello Stato sul territorio. Chiedono che le promesse non restino parole.
Perché una città che vive nella paura, soprattutto nei suoi spazi di socialità, è una città che perde se stessa. E Marsala, oggi più che mai, sembra chiedere di tornare ad essere un luogo dove uscire la sera non significhi correre un rischio.
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