Corsia bus al porto, esplode la protesta: “Così si blocca Trapani”
«Sarà il caos totale». È questa la preoccupazione che agita i trapanesi, ripetuta come un mantra da giorni. Non solo da chi vive ancora nel centro storico, ma da lavoratori, operatori del porto, impiegati, studenti e soprattutto da genitori che ogni mattina devono accompagnare i figli all’asilo o a scuola prima di correre in ufficio. Il punto critico è sempre lo stesso: le ore di punta, quando la città si muove tutta insieme e basta un restringimento per creare confusione.
La nuova corsia bus al porto rientra nel progetto di riorganizzazione della mobilità urbana con l’introduzione del sistema di trasporto rapido su autobus. Si tratta di una corsia riservata ai mezzi pubblici lungo un percorso di circa 5,5 chilometri, con 22 fermate, che attraversa l’asse porto–centro e collega i principali snodi cittadini. Gli autobus viaggeranno in uno spazio dedicato, separato in alcuni tratti e con priorità semaforica, per garantire tempi più regolari e ridurre l’uso dell’auto privata.
E se il Comune punta ai bus intelligenti per sconfiggere il traffico, sulla carta: nella pratica, molti temono un effetto di congestionamento di mezzi immediato in una città stretta tra due mari, dove porto, centro storico, imbarchi per le isole, scuole e uffici si concentrano nella stessa lingua di terra. Se quell’asse si restringe, spiegano in tanti, l’effetto di intrappolamento nel traffico a catena è inevitabile.
Il problema, secondo cittadini e residenti, non è l’idea di potenziare i bus ma la fase di transizione. Se un genitore deve accompagnare il figlio alla materna alle 8 e poi essere in ufficio alle 8.30, non può permettersi tempi incerti. Se uno studente deve attraversare il centro per arrivare in classe, non può restare bloccato nel traffico proprio nelle fasce più congestionate.
«Sono rimasta cinque volte a terra per il bus. Se volete che lasciamo la macchina dovete garantire il servizio ogni giorno», scrive una cittadina.
«Se ci fossero mezzi puntuali e potenziati si potrebbe usare l’auto molto meno», aggiunge un altro commento. Non manca chi in poche parole sintetizza la convinzione, più che timore, diffusa nel territorio: «Così si blocca Trapani».
Anche il Comitato dei residenti del centro storico parla di confronto mancato. «Abbiamo chiesto un incontro urgente ma non è stata fissata alcuna data. Nel frattempo le transenne sono già state messe in opera», afferma il presidente Alberto Catania. Restano aperti i nodi dei parcheggi e dell’accessibilità alle abitazioni: «Non siamo contrari alla riqualificazione, ma l’accesso alla propria casa e la possibilità di trovare parcheggio in tempi ragionevoli sono esigenze concrete».
Nel frattempo il cantiere va avanti e il dibattito cresce. Molti temono che la sperimentazione parta a ridosso della stagione turistica, quando gli imbarchi aumentano e la pressione sul porto diventa massima. La corsia bus è un progetto strutturale, non un intervento temporaneo, piuttosto un cambio "epocale" accolto dai cittadini come "calato dall'alto".
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